Officine Samovar

Si chiamava Youssuf e amava il basket. In sua memoria, nuovi colori al campo dell’area feste

Quando arrivo all’area feste il prato è ancora intriso di umidità e, la luce di taglio di questo mattino già autunnale, rende ancora più vividi i colori del rinnovato campo da basket che sta per essere inaugurato.

L’area è ancora deserta.  Ai bordi del campo ci sono solo Dario, Federica e Aicha, tre dei tanti amici di Youssuf, che hanno voluto e realizzato quest’opera di arte partecipata,  che stanno togliendo le transenne e le foglie cadute sul  campo dipinto.

Il campo da basket dell’area feste colorato e rimesso a nuovo in memoria di Youssuf

Gli amici di Youssuf hanno così voluto dare corpo alle passioni e allo spirito del loro compagno prematuramente scomparso nel febbraio di quest’anno, aveva 24 anni, a causa della sindrome di Marfan di cui era affetto.

Lo hanno fatto dando vita a un grande atto di generosità civile, promuovendo una raccolta fondi che ha permesso di dare sostegno alla famiglia, di sostenere la ricerca contro la malattia che si è preso il loro amico e di realizzare quest’opera lasciando così una traccia tangibile che ne perpetuerà l’affetto e il ricordo.

Un lavoro che ha coinvolto un grande numero di volontari e che è stato reso possibile grazie al supporto tecnico organizzativo di Officine Samovar, che su questo progetto hanno attivato un Patto di collaborazione con l’amministrazione comunale di Villasanta.

Ora il campetto di basket, dove Youssuf andava spesso a giocare, è una grande macchia colorata che spicca nell’area feste.  Un disegno che richiama geometrie di stile tribale al cui centro campeggia la scritta You, il suo soprannome, quasi a significare il rispecchiarsi nell’altro che era un tratto del suo carattere, contornato da una cuffia per ascoltare la musica, un’altra sua grande passione, e da tratti di linee spezzate come forma di stilizzazione dei dreads della sua capigliatura.

Giovanissimi cestisti hanno subito animato il campo

Piano piano e con grande discrezione l’area si è riempita  di tanta, tanta  gente, il campo di basket, coperto di teli bianchi viene scoperto e simbolicamente viene tagliato un nastro rosso. L’inaugurazione finisce qui con gli interventi  di Alessandra Sechi “mamma adottiva” di Youssuf,  del sindaco Lorenzo Galli, che rivolgendosi ai tanti amici presenti  ha allacciato un filo che lega questa iniziativa con la sua esperienza di amico di Lele Brandazzi, come esperienze generative di fatti  e azioni in grado di perpetuarne la memoria e i sentimenti di amicizia. 

Sono poi seguiti gli interventi di  Aicha Doumbia Ninnin, che si definisce “sua sorella” e che legge un messaggio della famiglia, di Francesca Cassani, in arte Nine the paint, autrice del progetto grafico e di Federica Bonalumi, amica di Youssuf, a nome di tutti quelli che hanno contribuito a questa realizzazione.

Un luminoso e sobrio momento di comunità, una mattinata intensa di colore sorrisi e commozione di una domenica di ottobre, quella appena trascorsa.

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