Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Guido Battistini sul futuro della ex Lombarda Petroli.
Ringrazio il Punto per lo spazio dato alle riflessioni di un cittadino che ha sempre seguito le vicende non solo della ex Lombarda Petroli ma di tutto il territorio villasantese, a suo tempo come assessore alla partita e oggi quale semplice spettatore “interessato”.
Dal fronte Lombarda Petroli stanno arrivando notizie interessanti e non solo perché si sta dando finalmente inizio alla lunga e costosa opera di bonifica, preliminare ad ogni possibile progetto di riutilizzo di tutta l’area.
A mio parere si stanno anche delineando gli spazi per un nuovo ragionamento intorno al futuro di questo importante pezzo del nostro paese. L’ingresso significativo sul fronte finanziario da parte dell’ente pubblico Regione Lombardia (che ha stanziato i fondi PNRR per la bonifica) pone un primo passo perché si possa arrivare ad un completo passaggio di tutto il complesso ex Lombarda Petroli sotto il controllo pubblico.
Penso in concreto ad una sorta di Opa pubblica sulla proprietà dell’area con la partecipazione chiaramente di più soggetti: Regione Lombardia, Provincia, Comune di Villasanta. Ma non solo. Se questa acquisizione al patrimonio pubblico deve chiaramente essere finalizzata ad una riqualificazione del comparto in termini di “verde pubblico”, allora potrebbe essere connessa e collegata alla vasta e significativa area verde con cui confina: il Parco di Monza. L’intervento dovrebbe comprendere anche le aree libere giusto a sud della Lombarda Petroli fino ai confini con Monza. Se dunque questa operazione si configurasse come un’estensione del Parco stesso, come una sua appendice “extra moenia”, potrebbero essere coinvolti anche gli altri soggetti a cui attiene la proprietà e gestione del Parco: Ministero, Comuni di Monza e di Milano.

Volendo spingerci ancora oltre, non è per niente impensabile prevedere la messa in campo di finanziamenti dal “Green deal” europeo. Cosa ci sarebbe di più “ecologico” della riqualificazione di una ex raffineria in un bosco urbano.
Non mi dilungo sulla bontà di una simile prospettiva urbanistica per un territorio come la nostra Provincia, che detiene il triste primato nazionale di massima urbanizzazione del suolo. Non trascuro invece i grossi problemi “politici” per arrivare a simile scelta. Senza una forte sensibilizzazione e mobilitazione dell’opinione pubblica potrebbe essere ben difficile che i soggetti teoricamente interessati si muovano in questa direzione. Occorrerebbe oltretutto uno sforzo “bipartisan” che veda convincimento e coinvolgimento nelle varie sedi di un ampio fronte politico che superi lo schema governo/opposizione.
Il Comune di Villasanta, nel suo piccolo, potrebbe farsi promotore della proposta e aggregatore di partecipazione e mobilitazione, nel tentativo di far crescere consenso e consapevolezza (in orizzontale e verticale) sulla bontà e percorribilità di questa ipotesi “green”.
L’altra obiezione scontata ma comunque legittima, resta quella relativa al ruolo degli attuali proprietari privati. La mia modesta convinzione è che a rendere poco “realistica” la scelta “privata” rispetto a quella “pubblica” siano le generali condizioni del mercato immobiliare. Stante i pesanti costi di bonifica che gravano sull’area e stante le non brillanti prospettive di redditività di mercato, perché si possa arrivare a dare profitto a questa operazione immobiliare da parte di privati occorrerebbe un carico urbanistico pesantissimo, non più sopportabile dal contesto territoriale villasantese e non solo.
A questa data la scelta pubblica a parco o bosco urbano resta assolutamente “realistica” e del tutto percorribile. Occorre chiaramente che diventi patrimonio della più vasta opinione pubblica e da qui degli enti rappresentativi chiamati ad un impegno finanziario importante ma “lungimirante”.
Dovremmo recuperare quello “spirito delle cattedrali” per il quale i costruttori di questi monumenti immortali si accingevano all’opera coscienti che non avrebbero né visto né goduto dei frutti del loro lavoro, proiettato verso i tempi e le generazioni future.








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