“Il lavoro è un tema politico e le cose cambiano se noi le cambiamo” questo il fulcro del messaggio del consigliere di maggioranza Carlo Sormani che martedì sera ha presentato in Consiglio comunale un Ordine del giorno, sottoscritto dalla maggioranza, inerente l'argomento della delocalizzazione di aziende in presenza di erogazione di contributi pubblici. In sostanza un contributo, per quanto piccolo come ha sottolineato Sormani, all'approfondimento ed alla riflessione in tema di lavoro. Nota a tutti è la vicenda della K-Flex di Roncello che dopo aver avuto accesso a fondi pubblici, finalizzati agli investimenti esteri ovvero all'ampliamento della produzione in senso geografico, ha licenziato 187 lavoratori (che hanno manifestato per 110 giorni consecutivi) per poi delocalizzare la produzione in Polonia. Purtroppo non è l'unico esempio, nemmeno sul nostro territorio, di aziende che percepiscono contributi pubblici e poi delocalizzano. “Ma a nostro avviso le imprese devono avere responsabilità sociale” ha detto in aula Sormani riferendosi in particolare a quelle aziende che non stanno affatto risentendo della crisi, ma che “vogliono in questo modo aumentare i profitti, diminuendo il costo del lavoro”.

“E' importante portare il tema del lavoro in Consiglio comunale, anche se ci sono pochi spazi di manovra concreta in proposito” ha aggiunto il consigliere di maggioranza Stefano Lindner. Il documento è il risultato della riunione dello scorso maggio, a villa Camperio, con i lavoratori della K-flex, organizzata da sindacati, dal distretto Des-bri e dal gruppo di acquisto solidale (Gaes) di Villasanta in collaborazione con l'amministrazione comunale. Come ha spiegato il sindaco Luca Ornago “anche altri Comuni hanno approvato un Ordine del giorno analogo”. E non solo per solidarietà con i lavoratori di Roncello e con la loro vicenda, ma come dichiarato da Sormani anche per approfondire l'argomento in sede politica.

Tutti concordi con l'Odg i consiglieri di minoranza che hanno votato favorevole anche se non hanno condiviso il documento in toto, ad eccezione del capogruppo di “Nuova Villasanta”, Antonio Ubiali che ha definito il documento “di natura ipocrita, in quanto la maggioranza non si è schierata altrettanto fortemente quando hanno chiuso impianti industriali villasantesi”. Ubiali ha ricordato che lo stesso piano di zonizzazione acustica, approvato nei mesi scorsi, non prevede una zona industriale. Inoltre, “non si può andare contro il trattato di Maastricht che prevede la libera circolazione di persone, merci e capitali. Ma è positivo che si parli di lavoro in questo contesto”. Sormani ha ribadito però, riferito in particolare all'Unione europea che “qualcosa si sta muovendo e che le cose cambiano se le cambiamo noi”.

Newsletter

Ricevi settimanalmente le notizie del giornale lasciando la tua mail:

Sponsor locali