Il teatro negli istituti tecnici? Si può fare.
A dirlo sono 2 docenti che in questo segmento fondamentale dell’istruzione superiore italiana hanno spesa gran parte della loro vita professionale. E non si limitano a dirlo ma danno anche indicazioni di copione e di regia per realizzarlo.

Loro sono Annamaria Ronzio, milanese di origine ma villasantese di adozione – oltre che collaboratrice del Punto – insegnante di Lettere e Luisa Camnasio, desiana, insegnante di Matematica, entrambe con la passione per il teatro e determinate a considerarlo come parte della didattica.
Gli attori sono stati gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale e del liceo delle Scienze Applicate Enrico Fermi di Desio che li hanno frequentati nel corso degli anni, arrivando non solo a mettere in scena spettacoli ma anche ad essere premiati al Teatro Ragazzi di Serra San Quirico, la più importante manifestazione italiana di teatro scolastico.
Ora, terminata l’attività di insegnamento, Annamaria Ronzio e Luisa Camnasio hanno deciso di trasmettere le esperienze e le competenze maturate alle nuove generazioni di insegnanti – e a tutti gli interessati ad animare compagnie amatoriali – e hanno pubblicato, con la casa editrice romana Pagine l‘agile e originale manuale Si può fare. Laboratorio teatrale anche in un istituto tecnico.
Reperibile nelle librerie del territorio e presentato nei giorni scorsi da Pagina 59, il volume si presenta a chi lo legge come un canovaccio di lavoro, con testi, indicazioni di messa in scena e note di regia, che si possono riprendere ma possono anche agire da spunto per nuove treatralizzazioni.
Le 2 autrici, impegnate in questi giorni in un giro locale di presentazioni, hanno accettato di rispondere alle domande del Punto.
Venite da una lunga esperienza di insegnamento nelle scuole superiori. L’idea del teatro, quando è nata, rispondeva già da subito a bisogni dei ragazzi e a obiettivi didattici già definiti?
Camnasio – L’idea del teatro è nata dalla nostra passione per il teatro e la letteratura, il progetto che si è sviluppato piano piano, abbiamo iniziato con una sola classe, senza attrezzature e avendo a disposizione solo lo spazio dell’auditorium della scuola; gli obiettivi si sono definiti nel corso degli anni. A posteriori possiamo dire che l’attività teatrale ha aiutato molti ragazzi a conoscersi e a riflettere sulle loro potenzialità e su come svilupparle. Molti, dopo questa esperienza, sono migliorati anche nel profitto scolastico.
Ronzio – Da insegnate di Lettere, un obiettivo – che definirei raggiunto – è stato quello di aiutare i ragazzi a fissare il trait d’union fra gli autori, in particolare quelli del Novecento. Siamo sempre partiti dai testi del programma ma abbiamo poi lasciato liberi i nostri attori di scrivere il “loro copione” modificando, aggiungendo frasi, battute estemporanee per fare arrivare ognuno a vivere proprio personaggio. Sono nati così i “nostri” Promessi Sposi, Visconte dimezzato, Orlando furioso e così via.
Come mai avete sentito l’esigenze di sottolineare il dato del teatro dell’istituto tecnico?
Ronzio e Camnasio – Perché l’esperienza è stata fatta lì e perché si tende a pensare che chi sceglie una formazione tecnica sia poco interessato a queste cose, invece non è così.
Durante la presentazione da Pagina 59 avete accennato a una possibile prosecuzione del lavoro sul teatro che potrebbe partire proprio da Villasanta. Di che cosa si tratta?
Ronzio e Camnasio – Stiamo valutando la possibilità di organizzare in autunno, proprio in libreria, un piccolo laboratorio per chi voglia imparare le tecniche del teatro e sul modo corretto di utilizzare la voce. Un aspetto, quest’ultimo, da non trascurare per gli insegnanti che pongono ogni giorno sotto sforzo le loro corde vocali.
In copertina, da sinistra: Luisa Camnasio e Annamaria Ronzio.








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