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L’addio alla memoria di Villasanta

 

Luigi Rossi, la memoria storica di Villasanta, si è spento mercoledì 26 settembre a 92 anni. Una grande perdita per tutta la comunità villasantese che da generazioni poteva ascoltare e ricordare il dramma della deportazione attraverso le parole di Rossi.

Nato a Villa San Fiorano il 4 dicembre del 1925, diventa un Internato Militare Italiano a 18 anni. Viene caricato su un treno merci a Cremona e deportato prima a Katowice e poi a Gadewitz, dove è costretto a lavorare nelle miniere di lignite. Luigi Rossi perde nome e cognome, diventando il numero di matricola 5205. A Gadewitz rimane fino all’ottobre del 1944, dopodiché viene spedito a Duisburg. Qui sono circa 250 deportati e sono costretti a lavorare per il ripristino delle linee ferroviarie. “Il giorno di Natale vi fu una tremenda incursione di quelle che chiamavamo fortezze volanti, noi aspettavamo quel giorno per vari motivi e anche perché non si lavorava e invece…” – (da “Piazza Martiri della Libertà – Villasanta dal 1937 al 1945” di Giuseppe Meroni).

Viene portato a Dorsten e qui riesce finalmente, con altri 15 internati, a scappare durante i bombardamenti, rifugiandosi presso una fattoria poco distante e lavorando in cambio di ospitalità. Il 1 maggio 1945 una camionetta con due soldati americani lo libera dalla prigionia.

La vita di Luigi Rossi si è trasformata in un insegnamento per Villasanta e per i villasantesi, sia attraverso il racconto nelle scuole, sia grazie al materiale storico donato alla biblioteca di Villasanta. Questo materiale donato da Rossi insieme al materiale di Anpi e di Aned è la base di quello che potrebbe diventare un “Archivio della Memoria” (oggi esposto al primo piano della biblioteca comunale).

La sezione villasantese, lo scorso 8 settembre, aveva insignito Rossi della Tessera Ad Honorem dell’Anpi, in particolare per l’attività svolta all’interno delle scuole e l’ha ricordato in questi giorni stringendosi intorno alla famiglia di Rossi.

Qui l’ultima intervista che l’Anpi ha raccolto.

Numerose le testimonianze arrivate anche sui social per ricordare un uomo che attraverso i suoi ricordi e la sua memoria ha fatto sì che Villasanta non dimenticasse, entrando nel cuore di tutti coloro che lo hanno ascoltato: “Un uomo pacato e sensibile che i ragazzi ascoltavano con la mente, ma soprattutto con il cuore” così lo ha descritto su Facebook l’assessore Laura Varisco.

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