cultura

Domenica in libreria

Una persona alla volta è il titolo dell’ultimo libro di Gino Strada, presentato domenica scorsa – nell’ambito della rassegna “Domenica in libreria” promossa dalla Libreria 59 di via Confalonieri e di una persona alla volta Emergency si sta prendendo cura anche nella terribile guerra che sta sconvolgendo l’Ucraina.

I sanitari di Emergency sono infatti operativi al confine fra Moldavia e Trasnistria, che hanno raggiunto con il politrack, un ambulatorio mobile che assicura l’assistenza primaria ai profughi che cercano salvezza in un Paese che li accoglie ma che ha uno dei tassi di sviluppo più bassi di Europa.

La notizia Antonio Chiodo, volontario della onlus e amico di lunga data del fondatore, la dà quasi en passant mentre racconta – davanti a un pubblico numeroso e partecipe – la storia di Emergency e ne ribadisce il principio fondativo: il diritto universale alla cura.

Ecco allora che i fatti, le tappe che hanno portato Emergency ad essere presente sui teatri di guerra del mondo si intrecciano alla visione etica e alla forza organizzativa di Gino Strada a partire dalla decisione di aprire una prima struttura in Ruanda, dopo che il paese era stato abbandonato dalla Croce Rossa Italiana, fino alle attuali dimensioni della sua attività sanitaria e non solo.

Oggi Emergency dà lavoro a 2.200 persone locali e serve 100.000 pasti al mese ai pazienti e alle loro famiglie, autoproduce il materiale di uso corrente attraverso cooperative formate da ex-pazienti e presenta un bilancio di annuo di 45 milioni di euro e riceve un terzo dell’ammontare del 5×1000 dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani. E soprattutto – ha sottolineato Antonio Chiodo – si finanzia sono attraverso una raccolta fondi autonoma che, accanto ai sostenitori più importanti, vede un flusso costante di “piccole” rimesse di pochi euro l’una, a conferma del sostegno che gode in larghi strati della popolazione.

I principi di una medicina gratuita, di qualità e di rapporto umani fra medico e paziente, che Emergency persegue da sempre, e la volontà di Gino Strada di respingere la guerra, di credere nella pace e di praticarla sono risuonati nelle pagine di Una persona alla volta e nella lettera, pubblicata dall’Unità, a seguito delle polemiche sorte in seguito ad un suo intervento alla Fiom nel quale negava il carattere “umanitario” dell’intervento militare nei Balcani, lette dall’attore Gianluca Soren.

Sono stati tanti e argomentati gli interventi del pubblico, che ha colto ogni spunto utile per approfondire le questioni legate all’umanità e ai suoi diritti,  fino a quando non è stata ora di concludere.

Scrivi un commento