Mentre proseguono i lavori preliminari alla bonifica dei lotti B, C e D della ex Lombarda Petroli, anche il Consiglio Comunale – nella seduta di venerdì – è tornato ad occuparsi dell’argomento.
L’occasione è stata data dall’interrogazione presentata dalla capogruppo di maggioranza, Laura Cesana, che ha chiesto di “aggiornare la cittadinanza sullo stato e le modalità della bonifica” e – dopo aver rimarcato l’annosità e la complessità della vicenda – di “condividere la cronistoria urbanistica dell’area…con particolare riguardo agli aspetti ambientali e alla tutela del suolo libero.”
Dovuta a termini di Regolamento ma non per questo scontata nei contenuti, la risposta dell’assessore all’Urbanistica, Carlo Sormani, – in un lungo e articolato intervento – ha anzi ripercorso la vicenda e colto l’occasione per alcune precisazioni sull’utilizzo dei fondi PNRR e il futuro dell’area.
Questioni, queste ultime, che sembrano avere generato alcuni fraintendimenti in una parte dell’opinione pubblica villasantese, tanto da aver quasi messo in secondo piano la necessità di un radicale intervento di disinquinamento, dopo i decenni di attività di raffinazione dei prodotti petroliferi e la presenza di una varietà di sostanze chimiche derivate da tali lavorazioni, certificata dalle analisi eseguite.
Come già annunciato, sono in corso i lavori di preparazione del cantiere che dovrà asportare il primo metro di terreno nelle aree individuate mentre nelle prossime settimane verrà installata la rete antipolveri nella zona più vicina alle abitazioni della strada vicinale del Sole – poiché la tutela dei residenti è parte integrante dell’intervento – per poi partire con la bonifica vera e propria.


In parallelo a questa attività, continueranno da parte di ARIA spa – la società di Regione Lombardia che gestisce la bonifica – anche le analisi sul suolo profondo, oltre il primo metro, per verificare se sia necessario un intervento più massivo e con quali modalità
“Inoltre, sul fronte del lotto E – ha precisato l’assessore Sormani – quello dove tuttora sono visibili i serbatori della ex raffineria, Comune e Regione hanno verificato all’Agenzia delle Dogane e Monopoli che non sussiste più il deposito fiscale, tema questo spesso oggetto di dibattito in passato. Verificato ciò, proprio questa settimana abbiamo notificato al fallimento una richiesta di aggiornamento dello stato dei luoghi e della documentazione connessa al piano di caratterizzazione del 2011, non sussistendo più alcun vincolo formale per non procedere con le attività di bonifica.“
Secondo quanto affermato dall’assessore, tutta l’area della ex Lombarda Petroli sarà dunque sottoposta a bonifica attraverso i fondi del PNRR specificamente destinati al recupero dei siti orfani e i fondi regionali almeno per i primi interventi di ricerca e identificazione degli inquinanti nel lotto E.

I siti dichiarati orfani, come i lettori del Punto già anno, sono quelle aree dismesse in cui la proprietà non ha provveduto alla bonifica e l’ente pubblico interviene per tutelare la salute dei residenti e la salubrità dell’ambiente.
Onere pesante per un piccolo Comune con risorse limitate quale è Villasanta, la ex Lombarda Petroli nel corso degli anni “è stata oggetto – si legge nell’interrogazione della capogruppo Cesana – di diversi progetti di destinazione e di riutilizzo, a cui hanno corrisposto le relative previsioni urbanistiche, rivelatesi tutte, di fatto, inattuate nel tempo per ragioni giudiziarie, economiche e ambientali” senza che si sia mai configurato un quadro di effettivo interesse da parte di eventuali investitori e senza la verifica diretta di tale interesse attraverso aste giudiziarie.
Le destinazioni dell’area e le volumetrie previste – di volta in volta inserite nei Piani di Governo del Territorio relative varianti, adottati dalle amministrazioni che sono si sono succedute – sono cambiate nel tempo e si sono progressivamente avvicinate al principio della preservazione naturale e del non consumo di suolo.

Se la prima idea di Ecocity puntava, sostanzialmente, alla creazione di un nuovo quartiere oltre la ferrovia con edilizia civile, commerciale e industriale, la sua mancata realizzazione ha aperto la porta a una riconsiderazione urbanistica che, di PGT in PGT, si è fatta via via più stringente.
La prima modifica risale alla variante del 2009 al piano particolareggiato, definito in precedenza dall’amministrazione Erba, che portava a 175.025 metri quadri la superficie edificabile complessiva, con una riduzione di 15.850 metri quadri.
Da lì ha preso il via una serie di ripensamenti in senso ambientale e ecologico che hanno portato alla situazione attuale, dove l’unico intervento edilizio compiuto riguarda il lotto A, quello più lontano dalla zona abitata, dove sorgono alcuni capannoni che ospitano attività economiche.
E si è arrivati agli 128.000 metri quadri del PGT 2019 e alla non trasformabilità del corridoio centrale, quello destinato alla sua rinaturalizzazione e al collegamento con i parchi agricoli che si sviluppano a sud del paese.
“Per il futuro – ha chiarito l’assessore Sormani nella sua risposta al Consiglio Comunale – l’indirizzo urbanistico resta dunque quello di confermare la destinazione produttiva del comparto nei lotti A ed E, con esclusione del grande commercio e della grande logistica, valorizzando e difendendo, al contempo, la non edificabilità della grande area libera centrale della ex raffineria in cui la natura si è ripresa il proprio spazio. Quell’area, compresa in parte dei lotti B, C e D e ora e finalmente oggetto di bonifica coordinata con Regione Lombardia grazie ai fondi del PNRR, non può che costituire un patrimonio naturale fondamentale per la Villasanta di domani.“
L’intervento ha inoltre chiarito che l’utilizzo dei fondi del PNRR per la bonifica di un’area tuttora privata, benché sottoposta a una curatela fallimentare, prevede per la Regione il diritto di rivalsa.
“Il principio europeo del ‘chi inquina paga’ – ha sottolineato l’assessore – è tuttora valido; dunque, le amministrazioni pubbliche, a partire da Regione Lombardia, diretta assegnataria dei fondi europei dovranno pensare a come procedere col processo di rivalsa nei confronti del privato inadempiente, con l’obiettivo di ottenere il risarcimento dei fondi spesi per le operazioni di bonifica. Non si tratta, chiaramente, di un’operazione semplice. Come Comune seguiremo nel dettaglio e supporteremo le azioni che la Regione vorrà intraprendere in tal senso.“
“Nell’era della crisi climatica – è stata la conclusione dell’assessore – non può esserci miglior decisione per il bene collettivo. A nostro avviso, quanto ottenuto fino a qui dovrebbe essere patrimonio di tutti.”
Di tutto ciò si parlerà prossimamente in una assemblea pubblica che il Comune intende organizzare con la partecipazione dei progettisti della bonifica.
In copertina, uno scorcio spontaneamente rinaturalizzato.








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