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La sede Cisl intitolata a Pierangelo Maggioni: “Gigante del bene e della carità”

Cortile gremito e molta commozione, questa mattina, per l’intitolazione della sede FNP-Cisl a Pierangelo Maggioni, esempio di una vita spesa al servizio degli altri, scomparso l’anno scorso.

Pierangelo Maggioni

Ad assistere alla cerimonia e a portare una testimonianza c’erano tutti coloro che, con lui, hanno condiviso l’impegno e il servizio attivo in tanti ambiti del paese e non solo: dirigenti della Cisl, fondatori e animatori Cooperativa La Speranza, esponenti della politica locale a partire dal primo cittadino Lorenzo Galli fino agli ex sindaci Enrico Fontana, Emilio Merlo e Luca Ornago, il mondo cattolico e parrocchiale.

Una vita da “gigante del bene e della carità”, come l’ha definita Stefano Buzzi – compagno di sindacato – nel ripercorrere le scelte profonde compiute da Pierangelo e coerentemente mantenute.

Il mondo del lavoro Maggioni, operaio lui stesso, lo incontra alle Sorelle Cremona – una delle tante aziende metalmeccaniche che facevano di Villasanta un paese industriale – e nasce lì l’impegno sindacale, nell’organizzazione che più rappresenta la visione sociale della Chiesa. Munito di bicicletta, il mezzo di trasporto che ha contribuito a rendere immediatamente familiare la sua figura a chi lo incrociava per la strada, faceva la spola con la sede monzese della Cisl dove, una volta arrivato, ricorda Buzzi: “toglieva dalla sua inseparabile cartella fogli e documenti che contenevano la vita delle persone.”

Un legame, quello con la Cisl, che non finisce quando Maggioni va in pensione – e intensifica la sua attività a favore di chi ha più bisogno – perché ora aiuta con le pratiche i pensionati e chi spesso è l’anello più debole del mercato del lavoro: gli stranieri, che in lui trovano un punto di riferimento non solo per le questioni sindacali ma anche per le necessità pratiche; Pierangelo è sempre in grado di trovare qualche mobile per allestire la casa e di fornire una bicicletta per raggiungere il posto di lavoro.

In una vita spesa al servizio degli altri, non è mancato l’impegno politico nelle file della Democrazia Cristiana, che lo ha portato al ruolo di consigliere comunale; ruolo per la verità – ricordano i compagni di allora – accettato quasi controvoglia, svolto con l’impegno di sempre ma lontano dai riflettori e dalle polemiche, secondo il carattere schivo e il principio che il bene si fa in silenzio.

Ma a fianco – o forse sarebbe meglio dire solidamente al di sotto di tutto questo – c’è la fede, vissuta e agita anche da laico consacrato nell’istituto secolare Cristo Re, e che ha portato don Simone Sanvito a osservare: “La benedizione è l’invito di Dio a essere noi una benedizione per gli altri, come Pierangelo è stato.”

Il taglio del nastro, per mano della sorella Anna, ha riaperto simbolicamente la sede di piazza Martiri di Belfiore, che ora continuerà anche nel suo ricordo.

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