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Aria pulita purtroppo causa virus

Per effetto delle misure di contenimento dovute al Coronavirus, la qualità dell’aria, anche a Villasanta, è migliorata sensibilmente.

Certo non è assolutamente il caso di gioire di questo fatto, dovuto essenzialmente alle restrizioni che di necessità si sono dovute attuare a seguito dell’emergenza in corso.

Non si può non pensare alle sofferenze di chi è ammalato, al travaglio di operatori sanitari e di chi non può tralasciare le proprie attività lavorative perché di prima necessità.

E’ impossibile non rattristarci anche di fronte a una notizia che dovrebbe invece rallegrarci.

Detto ciò non possiamo che prendere atto che la correlazione tra il miglioramento della qualità dell’aria e l’inizio del periodo delle restrizioni in corso non può essere casuale.

A partire dal 3 di marzo il valore del PM10 si è mantenuto costantemente al di sotto della soglia limite di 50 µg/m³, mentre, come è chiaramente visibile dal grafico, i valori dall’inizio dell’anno si mantenevano notevolmente più alti, anzi mediamente al di sopra di quella soglia.

Le rilevazioni sono quelle osservate dalla Stazione di rilevamento ARPA situata nel Parco di Monza che, per quanto posta in una area verde, rilevano quasi sempre valori molto simili alla stazione situata in città a Monza in Via Machiavelli, per cui possiamo dire che anche i valori di Villasanta sono simili a questi.

Dobbiamo fare riferimento a queste Stazioni in quanto quella situata a Villasanta è fuori uso ormai da parecchi anni.

Rispetto a quanto detto, fanno eccezione i valori rilevati dalla Stazione di Monza Machiavelli, in merito all’indicatore PM2.5 che, nonostante il miglioramento generale, è fuori soglia.

Infatti oggi è di 38 µg/m³ (media giornaliera) mentre ieri era di 34, a fronte di un valore limite di 25 µg/m³.

In ogni caso, anche di fronte a qualche elemento non del tutto in linea, si conferma una tendenza generale al miglioramento deciso della qualità dell’aria anche nel nostro paese; e questo fenomeno non può che farci riflettere.

Molte attività produttive sono state interrotte, o hanno rallentato il ritmo, diminuendo di conseguenza le emissioni atmosferiche.

Non si può dire lo stesso per l’inquinamento derivante dal riscaldamento domestico, senz’altro diminuito  da un lato per il meteo che si avvia verso la primavera, dall’altro invece aumentato a causa degli impianti funzionanti a pieno regime con le persone a casa tutto il giorno.

Quel che è certo è che è diminuito drasticamente l’inquinamento dovuto al traffico automobilistico.

Tutto ciò ci invita ad una riflessione in merito alle polemiche relative alla validità o meno dei blocchi del traffico per diminuire l’inquinamento: serve o non serve ? 

Sembra di poter dire che serve, certo non per un solo giorno e non fatto a macchia di leopardo.

Tuttavia questa prova evidente ci aiuterà a ricordarlo.

***Sulla home page de Il PUNTO potete seguire l’andamento della qualità dell’aria con la rilevazione giornaliera del PM10.

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