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Coronavirus: un cambio di passo per la Brianza

C’è un documento che circola da qualche giorno: sottoscritto da sindaci delle liste di centro sinistra, chiede un cambiamento deciso nella gestione dell’emergenza COVID-19. Perché e in quale direzione? Ci risponde Carlo Sormani della segreteria provinciale del Partito Democratico e capogruppo della lista civica Cittadini per Villasanta.

La richiesta di un cambio di passo per la fase 2 è una critica alle modalità di gestione della fase 1?

Siamo partiti da una constatazione: la scarsa collaborazione fra Provincia e Comuni durante la fase 1 dell’emergenza e l’aver lasciato tutto all’iniziativa di sindaci e amministratori comunali hanno fatto emergere una serie di problemi che vanno risolti al più presto per fornire ai cittadini risposte tempestive ed efficaci.

Quali sono questi problemi?

Quelli sanitari in primo luogo. La sanità territoriale è in grandissima difficoltà e fa perno sul lavoro e la dedizione dei tanti operatori che sono stati impegnati in uno sforzo straordinario.
Siamo coscienti del fatto che la Provincia riveste un ruolo secondario e che l’attore principale è la Regione ma l’operatività e la gestione quotidiana sono sulle spalle dei territori e dei Comuni.
Il problema delle RSA è esploso dopo il tam tam dei sindaci. In quelle strutture che, per la tipologia di ospiti, sono fra le più fragili di fronte all ‘epidemia, vi è stata all’inizio una reazione in ordine sparso: ogni RSA in modo più o meno tempestivo ha reagito procurandosi autonomamente i dispositivi di sicurezza, separando – laddove possibile – gli ospiti con sintomi COVID dagli altri pazienti. Ricordiamo la richiesta di chiusura alle visite dei pazienti già dal 23 febbraio, respinta dalla Regione che la configurava come interruzione di pubblico servizio. Chiusura che è diventata possibile, per esempio per la nostra RSA, solo il 5 marzo. Tardi.
Sono stati i sindaci a chiedere ufficialmente l’intervento di ATS, per effettuare i tamponi, per proteggere ospiti e operatori. Il nostro sindaco dopo una serie di solleciti informali ha inviato una PEC lo scorso 25 marzo.
Ma accanto al problema delle RSA, non dimentichiamo quello dei medici di base lasciati senza protezione ed esposti al contagio. Ciò ha indebolito la capacità di risposta e fatto emergere in modo drammatico la necessità di una rivitalizzazione del loro ruolo.

Bene ma ora mi sorge spontanea una domanda all’esponente di partito. Quanto il PD è disposto a uscire dalla sua “comfort zone” in Regione e a impegnarsi su questo fronte?

La mia carica provinciale non mi permette di dare una risposta esaustiva ma i nostri consiglieri regionali stanno lavorando – in particolare segnalo Carlo Borghetti vice presidente del Consiglio regionale – premendo affinché i problemi drammatici delle RSA lombarde – da un lato lasciate sole contro il virus e dall’altro destinatarie di ordinanaze ambigue – vengano affrontati da tutti i punti di vista.

Ma alla luce di questa analisi critica come si deve aprire una nuova fase o meglio una fase diversa qui in Brianza?

Sindaci e territori sono le due parole chiave. Ora al centro dell’azione territoriale deve stare l’Assemblea dei Sindaci. Ci devono essere momenti ufficiali di confronto e discussione fra tutti i comuni di Monza e Brianza: obiettivo è concorrere come protagonisti al contenimento del contagio e alla gestione delle criticità. La voce – coordinata – dei Comuni deve arrivare al CSS (ndr centro coordinamento soccorsi) della Prefettura. Ma ciò è possibile solo con un lavoro continuativo dell’Assemblea dei Sindaci.

Contenimento del contagio e gestione delle criticità. Enunciazioni già sentite anche nella prima fase. e non possiamo dire completamente attuate… Come rimediare nelle fase 2?

Per noi sono evidenti i limiti dell’azione regionale e dell’organizzazione sanitaria della Lombardia. Pensando alla nostra provincia vorrei ribadire che il documento redatto – contrariamente a quanto insinuato dalla Lega – non sfrutta nessuna situazione di emergenza ma si pone in modo propositivo per superare carenze e problemi che ci sono innegabilmente stati. Fin d’ora possiamo agire – tutti – per un deciso cambio di passo mettendo a punto una vera e propria strategia della guarigione. Tre sono le proposte operative:

  • ampliare la disponibilità in strutture di accoglienza di secondo livello in modo strutturato e coordinato. Ovvero mettere a disposizione luoghi dove le persone dimesse dagli ospedali possano trascorrere il tempo fino alla definitiva guarigione, quando non ci siano le condizioni logistiche per un vero isolamente nelle case. Pensiamo all’esempio di Milano che ha iniziato con alberghi e ostelli che garantiscono isolamento, privacy e possibilità di assistenza individuale
  • intervenire drasticamente all’interno delle RSA controllando che, effettivamente, vengano fatti i tamponi e applicato l’isolamento dei casi COVID
  • rafforzare le forme di assistenza per quanti devono rimanere a casa in quarantena e in cura.

Siamo un territorio di 800.000 abitanti, se facciamo riferimento solo agli ospedali di Monza e Vimercate inevitabilmente creiamo situazioni di affollamento. Possiamo, per esempio, pensare al rafforzamento del ruolo ambulatoriale di ospedali più piccoli come quelli di Carate, Seregno, Besana, Giussano? Siamo concentrati sull’emergenza COVID ma non dimentichiamo le esigenze di cura dei pazienti non COVID che hanno dovuto rimandare interventi e visite allo scoppio dell’epidemia.

Passando dal livello provinciale a quello comunale, quale impatto ha avuto l’emergenza fase 1 su Villasanta?

Ci sono due dati ancora non definitivi che ci danno l’idea: a Marzo vi è stato un incremento della mortalità del 225% ovvero 39 decessi contro i 12 calcolati come media dei 5 anni precedenti, ad Aprile nelle prime due settimane i decessi sono stati pari 24.
Non siamo in grado di dire quante persone siano morte causa COVID ma possiamo stimare che quella sia la causa di tale importante aumento***

Se questi sono i dati che dobbiamo doverosamente fornire, altrettanto dobbiamo segnalare come lo slogan nessuno dovrà essere lasciato solo nel nostro comune si è tradotto in azioni tempestive e diversificate.
La creazione del Comitato di crisi, che ha coinvolto il sindaco, i servizi sociali, la polizia locale e la protezione civile,la Croce Rosa e l’Auser, è stata fondamentale per la gestione delle spese e delle consegne di farmaci a domicilio, il controllo e il supporto delle persone positive in isolamento domiciliare, la definizione delle esigenze e la produzione di mascherine, le procedure di distribuzione dei buoni spesa, l’apertura di un conto corrente per le donazioni a rafforzamento di questi interventi.

Il tessuto associativo di Villasanta è stato un punto di forza anche per la gestione di questa emergenza ma voglio segnalare come molte persone in modo spontaneo abbiamo messa a disposizione il loro tempo e disponibilità. La raccolta delle adesioni di volontari è stata superiore alle attese e alle necessità!

Se alziamo un poco lo sguardo cosa vediamo per il prossimo futuro?

Ritengo sia importante mantenere questa struttura, il Comitato di crisi, per i prossimi mesi ma anche riprendere i lavori pubblici. Abbiamo iniziato con i lavori di manutenzione del verde pubblico ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo tre opere fondamentali previste per il 2020:

  • rifacimento di piazzale Europa
  • lavori previsti per le strutture scolastiche
  • tensostruttura del centro sportivo

Prevedete il rispetto dei programmi?

Ci dovremo confrontare con 2 problemi: l’effettivita mobilità delle aziende che hanno vinto gli appalti e quindi da quando potranno iniziare a lavorare, la criticità del bilancio comunale che non riguarda naturalmente solo Villasanta. E’ prevedibile una diminuzione delle entrate soprattutto dall’ addizionale IRPEF, visto il fermo delle attività e il minor reddito delle persone. E’ un tema con cui dovremo – letteralmente – fare i conti per continuare a garantire i servizi ai cittadini.

***Su base cumulativa – senza esplicitazione della causa – i decessi a Villasanta da inizio anno al 4 aprile sono stati 75 rispetto ai 48 del 2019 (dati ISTAT): una differenza che inizia a manifestarsi a partire dal 17 marzo.

One Comment

  1. Augusto Naj

    L’Assemblea dei Sindaci, secondo le teorie sui gruppi decisionali, non dovrebbe superare gli 8 elementi. Abbiamo già 240 consulenti al centro. Mi ricorda le 285 pagine del programma di Prodi, infatti gioco facile per Bertinotti!
    Individuate le strutture per la prosecuzione delle quarantene non gestibili nella propria abitazione? E i medici in grado di seguire i contagiati in via di guarigione? DPI? Finora……

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