cultura

“Mente e Cuore”

 

 

Nel pomeriggio di ieri – ospite dell’amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative al femminile di marzo – nella suggestiva cornice della Sala del Camino di villa Camperio, Biancamaria Folino, giornalista e terapista, ha presentato il proprio appena edito libro di poesie, intitolato “Mente e Cuore”.
A intervistare l’autrice, l’autore della prefazione al volume, Franco Rizzi. “La poesia di Bianca Folino – ha commentato – è semplice, tenue, spontanea, ma ricca di significati provenienti dalla sofferenza del profondo dell’anima; è un’autrice di immediato approccio con il lettore; ha la capacità di osservare quanto la circonda e di raccontare il proprio vissuto; ogni sua parola è soppesata e sofferta”.
Il titolo, “Mente e Cuore”, è una dicotomia solo apparente?
Sì, essi non devono essere vissuti scissi, bensì come inscindibilmente legati. Il libro vuole suggerire un percorso per accordare mente e cuore, appunto, che è l’unico modo per vivere bene.
Il libro vuole anche raccontare della ricerca del senso religioso nella vita?
Indagando il mondo interiore è normale scontrarsi con le domande più profonde, pure legate all’origine dell’uomo; e così, fisiologicamente, si finisce per ricercare Dio, pur senza identificarlo, e le cose del Cielo, vissuto come luogo sacro e da rispettare.
Quale è per te l’importanza della parola scritta?
È la mia vita, scrivo da sempre e per me è fondamentale. La parola scritta va recuperata, rispettata e le deve essere dato il giusto valore; cosa, questa, che il mondo di oggi non fa, al contrario, la rovina e la sminuisce.
Cosa rappresenta la poesia in un contesto tanto lacerato? Che spazio può avere oggi?
La poesia può essere un’àncora di salvezza e le persone non devono farsi spaventare. La poesia riporta alla vera bellezza in un mondo frenetico e confusionario, porta a rallentare i ritmi e a riscoprire la lentezza come un valore.
Che significato dai all’amore?
L’amore è l’energia più potente del mondo, è la forza che fa fare sacrifici incredibili; è una via e una scelta di vita.
Hai scritto in poesia e in prosa: che rapporto c’è fra le due?
Ritengo che la poesia sia la più alta espressione di scrittura, perché ne nascono le emozioni e l’empatia. La prosa è di più immediata comprensione per la maggior parte dei lettori, perciò mi ci sono approcciata, ma la mia vera inclinazione è quella poetica: il mio scrivere in prosa è mutuato dal verso.
Nelle tue poesie distingui l’”io” dall’”ego”: in che senso?
A mio dire, l’ego è quello che si mette in mostra sui social, quello che allontana dall’autenticità della vera personalità. L’io, invece, è la natura autentica, pura, ciò che rende ciascuno di noi unico e diverso, ci rende meravigliosamente umani nei nostri limiti.
La presentazione, intima e raccolta, è terminata con le domande del pubblico e gli autografi.

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