cultura

“Giobbe”, uno spettacolo per riflettere

 

Lo spettacolo teatrale “Giobbe”, svoltosi ieri sera nel cortile di Villa Camperio, ha inaugurato la rassegna culturale Ville Aperte in Brianza a Villasanta. Personalmente presente l’assessore alla Cultura Adele Fagnani, che, dopo i saluti e i ringraziamenti iniziali, ha presentato l’evento e la manifestazione culturale.

“Giobbe”, realizzato in stretta collaborazione tra il Teatro degli Incamminati e il Teatro Pedonale all’interno della rassegna Desidera 2019, costituisce una riscrittura teatrale ad opera di Francesco Niccolini dell’omonimo romanzo di Joseph Roth, pubblicato nel 1930, ispirato alla figura biblica di Giobbe. È stato magistralmente interpretato dall’attore Roberto Anglisani, che, munito solamente di un cappello nero e di una sedia, ha riempito il palcoscenico, accompagnato a tratti da un lieve sottofondo musicale.
Il racconto, ambientato in un villaggio sperduto della Russia della prima metà del Novecento, narra la storia di Mendel Singer, uomo umile e di fede, descritto dalla moglie come “stupido insegnante di stupidi bambini”, e della sua famiglia: quattro figli, di cui uno gravemente malato.
In un mondo di povertà, la possibilità inaspettata di raggiungere uno dei figli diventato ricco in America appare un sogno grandioso … il cui prezzo, però, è quello di lasciare il figlio storpio in Russia. Giunta in America, la famiglia di Mendel comincia una nuova vita, pur nelle difficoltà. Fino a che … non scoppia la guerra e si perde ogni speranza: la moglie e un figlio muoiono, un altro figlio è disperso in guerra, la figlia è impazzita e lo storpio è da solo in Russia. Mendel si sente condannato, punito da quel Dio che tanto aveva pregato, di mattina e di sera, fino a voler dar fuoco al libro di preghiere. Ma poi la guerra finisce … e torna la pace e con la pace tornano anche gli spettacoli e i concerti. Così, quando sembrava di aver toccato il baratro, del tutto inaspettatamente, in America approda quel figlio storpio lasciato in Russia: è diventato direttore d’orchestra e vuole tornare a casa, portando il vecchio padre con sé.
La morale del racconto è contenuta nel testo stesso: “Noi siamo dentro al disegno e il disegno ci sfugge: la vita è un mistero, la fede un rifugio e il dolore mette a dura prova anche l’uomo più giusto”.
Uno spettacolo dal sapore tragicomico di forte impatto emotivo, e per il testo dai significati profondi e per l’interpretazione.
Gli eventi della manifestazione culturale Ville Aperte proseguono questo week end, con sfilata medievale e partita a scacchi viventi ed eventi per bambini.

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