cultura

Le storie dei Camperio

Tra i diari, le poesie e le immagini delle donne della famiglia Camperio

Prosegue la valorizzazione del Fondo Camperio da parte della Biblioteca di Villasanta. Il patrimonio villasantese, conservato in una delle sale di Villa Camperio, viene nuovamente aperto alla cittadinanza offrendo l’occasione di scoprire la storia locale e le gesta di chi ha donato qualcosa di prezioso al Comune.

I primi tre mesi del 2020 sono dedicati a due donne speciali della famiglia: Marie Siegfried e la figlia Fanny. Due i sabati di apertura del fondo ancora in programma, il 1 febbraio e il 7 marzo dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30.  

Nelle nuove teche acquistate dall’Amministrazione comunale saranno esposti i diari, i documenti e le fotografie raccolti dalle due donne durante la loro vita. Una bellissima scelta da parte della Biblioteca quella di dare risalto anche alla figure femminili della famiglia Camperio, spesso poco studiate o relegate a ruoli marginali.

Marie Siegfried, moglie dell’ammiraglio Camperio, pacifista ed assistenzialista, fu tra le donne che sostennero la necessità dell’istituzione europea della Croce Rossa, testimone poi raccolto dalla figlia Sita. Sempre impegnata nel sociale, sposò Manfredo Camperio nell’agosto 1871, dopo aver ritardato il matrimonio per prestare assistenza ai feriti nella guerra franco – prussiana. All’interno del fondo tra i documenti sono conservati un suo quaderno di poesie e una lettera scrittale da Ada Negri.

La figlia Fanny, invece, morta a soli 18 anni di scarlattina, ha lasciato pochi ma preziosi documenti. La sezione sicuramente più interessante riguarda il racconto del viaggio in Egitto condotto insieme alla famiglia nel 1872. Grazie alla passione di Fanny per le fotografie e folgorata dalla maestosità delle opere egizie, nelle pagine di diario racconta di aver convinto il padre ad acquistare una serie di immagini che oggi mostrano la Sfinge ancora semi sepolta di sabbia e i costumi e le abitudini delle popolazioni locali. Alcune fotografie, scattate in atelier, hanno il dichiarato obiettivo di descrivere il mondo orientale e stringono l’occhio al visitatore europeo, alla ricerca di stranezze e curiosità.

L’occasione che si presenta è quindi quella di immergersi nella vita di due donne che hanno avuto la possibilità di viaggiare e di scoprire il mondo, ma anche di poter dare il loro contributo alla storia riconoscendo il proprio stato privilegiato di benessere sociale.

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