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Cronache dal Besanino “al tempo del Coronavirus”

Inauguriamo oggi una nuova rubrica ideata e scritta dai nostri concittadini pendolari. Quelli che “van su e giù” con il treno per lavoro, studio e impegni vari.

Non prima delle 8 e non dopo le 8.05: è la mia regola ferrea per prendere il 5155, quello “delle 8 e un quarto” per gli habitués.

Esco di casa, do una rapida occhiata al campanile e capisco di essere in ritardo: mi sono distratta in casa e adesso devo allungare il passo, in questi giorni di scarsa affluenza è sempre puntuale.

Sul marciapiede un’amica mi racconta del primo caso, serio, nell’azienda dove lavora; sul treno e in metro’ – senza dircelo – un po’ il senso di responsabilità e un po’ l’istinto di auto-salvaguardia ci  fanno rispettare il metro lineare di sicurezza. Non siamo in tanti e si può stare larghi.

La giornata in ufficio passa fra il lavoro solito e gli aggiornamenti su internet: un caso dopo l’altro anche la Brianza si scopre non più immune.

Ritorno con il 5155, quello “delle 6 e mezza” a Sesto, corto e quindi affollato perché un po’ a sorpresa su certe corse, per una ratio oscura,  sembra valere la regola: pochi utenti, pochi vagoni. 

Un’occhiata a Facebook con la notizia del sindaco su un concittadino contagiato. Anche Il Punto gli augura una rapida guarigione.

Da domani tregua. Con qualche giorno di smart working.

Firmato IL PENDOLARE L.C.

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