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Buoni-spesa ancora disponibili a Villasanta. Da oggi

Buone notizie per tutti coloro che si trovano in stato di bisogno, a seguito delle conseguenze del COVID-19: dal 4 all’11 maggio il Comune di Villasanta riapre il bando per assegnare i buoni spesa per l’acquisto di beni di prima necessità. Facciamo il punto con l’assessore alle politiche sociali e alla persona Laura Varisco con cui proviamo a ragionare anche sul dilemma lavoro-scuole che da oggi molte famiglie devono affrontare, con un occhio all’estate 2020.

Possiamo fare una sintesi dei fondi a disposizione del Comune e dell’articolazione delle assegnazioni?

Come è noto (ndr come pubblicato da Il Punto) a inizio Aprile il Comune di Villasanta aveva ricevuto 74.750€ per la gestione dei casi di emergenza economica, così come previsto dall’ordinanza della Protezione civile dello scorso 29 marzo e poi specificato – quanto ad importi e criteri di assegnazione – dalle deliberazioni comunali. In particolare ricordiamo gli importi assegnabili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare:

Nel caso di nuclei familiari con figli minori di anni 3 viene riconosciuto un importo aggiuntivo di €. 75,00. Nel caso di nucleo monoparentale e onoreddito con figli a carico l’importo aggiuntivo è di €.50,00, fermo restando un importo massimo di €. 600,00.

Come è andata finora e perché il Comune riapre il bando?

Nella prima fase di assegnazione dei buoni, il Comune ha ricevuto 118 richieste.

  • RICHIESTE: 118
    • EROGATI 91
    • DINIEGHI 27

Preciso che i dinieghi qui indicati sono dovuti esclusivamente alla non soddisfacimento dei criteri economici così come elencati nel testo dell’ autocertificazione da presentare in fase di richiesta.

  • FONDI ASSEGNATI AL COMUNE : 74.750€
    • FONDI SPESI: 30.375€
    • FONDI RIMANENTI: 43.800€

Come mai un importo così ridotto di richieste rispetto ai fondi disponibili? La situazione economica dei villasantesi è meno critica del previsto?

Non c’è dubbio che la realtà economico-sociale di Villasanta ante COVID-19 presentava dei “fondamentali” buoni. Nella prima fase alcune persone hanno ritenuto di potercela comunque fare, alcune categorie professionali hanno forse pensato di non poterne beneficiare.
In realtà noi abbiamo capito fin da subito che non potevamo basarci sui parametri utilizzati in una situazione normale (es. ISEE) e considerare solo le famiglie già censite come bisognose di aiuti. Altri soggetti e altre realtà richiedevano il supporto dei servizi sociali.
Non ci deve essere, da parte di nessuno, alcuna remora – e dico nessuna vergogna – a chiedere aiuto. Dopo 2 mesi di chiusura riteniamo inoltre che lo stato di bisogno possa essersi allargato e la platea dei candidabili ai buoni spesa essere più ampia.

Come possiamo sintetizzare questa platea?

Possono inoltrare la richiesta tutte le persone che hanno avuto una riduzione del reddito comprovata e documentabile (da documentare non in fase di richiesta ma successivamente in caso di eventuali controlli) e che già non ricevono sussidi alternativi (es. NASPI, cassa integrazione, reddito di cittadinanza ecc.) o sono titolari di altre rendite anche finanziare (depositi bancari, titoli, ecc….). Il tutto è precisato nell’autocertificazione.
Esempi di situazioni di bisogno sono:

  • licenziamento o mancato rinnovo di contratto a termine o lavoro atipico
  • riduzione dell’orario di lavoro
  • chiusura dell’esercizio commerciale/attività professionale
  • cessazione attività di libero professionista o impresa registrata
  • decessi
  • conto corrente congelato o non disponibilità dei propri averi
  • sospensione borse di studio, attività occupazionali, stage

Da oggi chi può richiedere i buoni spesa?

La riapertura del bando è rivolta in particolare a tutti coloro che non hanno fatto domanda nel mese di aprile e che avranno quindi la priorità assoluta nell’assegnazione dei prossimi buoni.

E chi aveva già presentato la domanda e/o avuto risposta positiva cosa può fare in caso di persistente bisogno?

La priorità di cui sopra non introduce nessun impedimento per coloro che sono stati i beneficiari della prima fase di ripresentare la domanda, che verrà presa in considerazione dopo utilizzando i fondi di cui sopra non venissero esauriti.

Come presentare la domanda? Come andate incontro a coloro che hanno bisogno di aiuto per farlo?

Le domanda vanno presentate on line ma i servizi sociali sono a disposizione per aiutare. Inoltre, proprio per evitare che tale modalità possa scoraggiare le persone meno attrezzate, con la riapertura del bando prevediamo l’intervento e il supporto dell’Associazione San Vincenzo e del Banco San Martino.

Le domande dovranno essere presentate compilando la domanda sotto forma di Autodichiarazione e inviandola all’indirizzo e-mail [email protected] Chi si trovasse in difficoltà o non avessi i necessari strumenti per accedere al sito o per redigere la domanda potrà contattare l’ufficio servizi sociali (039 23754237/287) e concordare modalità alternative di consegna e ritiro a domicilio.

Qualora vi trovaste ancora con un avanzo dei buoni spesa cosa farete?

Questi fondi sono validi e possono essere utilizzati fino al 31 luglio 2020, data che coincide con il termine dello stato di emergenza dichiarato a livello nazionale a Gennaio. In ogni caso è nostra intenzione utilizzarli a sostegno delle famiglie, allargando, se del caso, la platea dei beneficiari con l’aggiornamento dei critieri oggi in vigore. Preciso inoltre che l’accesso ai buoni spesa ovvero ai pacchi alimentari non è detto che pregiudichi la possibilità di accedere ad altri buoni messi.

Quali altri aiuti sono previsti?

A breve apriremo un bando per aiutare coloro che sono in difficoltà a pagare l’affitto della casa in cui vivono. In “ambito ” (ndr comprende i comunici di Monza, Brugherio, Villasanta) le risorse totali ammontano a 62.000€ e Villasanta ne riceverà circa 7000€ (ricordiamo che il nostro non è un comune in emergenza abitativa). Ne aggiungeremo altrettanti come Comune, derivanti da avanzi di bilancio, per costituire così un fondo di circa 15.000€.
Regione Lombardia ha aperto due bandi per contributi una tantum di 500€ per il pagamento di ratei di mutui per la prima casa o perl’acquisto di pc. tablet telefoni per poter accedere alla didattica a distanza.

Da oggi, 4 maggio, molti genitori tornano al lavoro, lasciando i figli a casa. Asili e scuole sono chiuse, l’aiuto dei nonni si scontra con le raccomandazioni sanitarie a protezione delle persone più anziane. Nel breve, forse, il mix di congedi parentali e voucher baby sitter può arginare la situazione. Ma poi? Normalmente dopo la chiusura delle scuole, campus estivi e oratori davano una risposta concreta fino alle ferie di agosto. Che fare?

Ci stiamo pensando confrontandoci con l’Associazione Genitori e la Pastorale di Villasanta. Vogliamo capire come e quali attività potranno essere pianificate, quale ruolo potranno avere gli oratori e se è possibile organizzare veri e proprio campus estivi.
In questo confronto coinvolgeremo anche i nostri medici di base che potranno supportarci nel mettere a punto iniziative che tengono insieme esigenze dei bambini/ragazzi, aiuto alle famiglie e sicurezza sanitaria.

Fatemi sottolineare, per chiudere, come due risorse e peculiarità di Villasanta si stanno rivelando fondamentali per affrontare la crisi derivante da COVID-19:

  • il ruolo essenziale che stanno svolgendo i medici di Villasanta nel monitoraggio del contagio extra ospedaliero e della situazione delle famiglie. I “Medici in rete” di Villasanta costituiscono un presidio medico e anche sociale: con loro abbiamo avviato un confronto stabile che, sono sicura, ci aiuterà anche nella fase 2 e 3 di questa emergenza
  • la rete delle associazioni di Villasanta è stata (e sarà) decisiva per rendere fruibili velocemente gli aiuti messi a disposizione dalle istituzioni centrali e dall’Amministrazione comunale. Rispetto ad altre realtà vicine mai abbiamo dovuto aprire ricerche di volontari o aiuti: c’erano già, è bastato attivarli e formarli su procedure e protezioni sanitarie. Un patrimonio prezioso da coinvolgere pienamente anche nel prossimo futuro.

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