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Villasanta. Nuovi valori urbani da questa parte del Parco

L’intervento del sindaco Luca Ornago, in occasione dell’apertura della II edizione del Festival delle Geografie, ha raccolto parecchi consensi. E ciò, a nostro avviso, perché, oltre che soffermarsi sul merito dei contenuti della manifestazione, ha indicato un percorso per la Villasanta in divenire. Lo pubblichiamo a beneficio di tutti i nostri concittadini.

“Serve prendere coscienza di un bisogno: quello di uno sviluppo sociale ed economico di Villasanta, sostenuto da progetti culturali strategici, armoniosi e di ampio respiro, non sporadici, che creino nuove prospettive e nuovi valori urbani (non solo urbanistici)”. La frase è datata. Scritta sette anni fa su un taccuino… in realtà la bozza del programma elettorale, che è poi diventato programma di lavoro.
Mi è tornata in mente pochi giorni fa mentre scorrevo un altro programma, quello della seconda edizione del Festival delle Geografie – “Confini Frontiere Limiti”, scritto idealmente sul Libro del Mondo. Lo ammetto: ho provato un pizzico di emozione e grande soddisfazione nel realizzare di essere di fronte al programma di uno dei quei progetti culturali strategici, armoniosi e di ampio respiro di cui parlava il taccuino (poi divenuto pianificazione amministrativa).

Sono quindi particolarmente contento di trovarmi qui oggi, in mezzo ad amici vecchi e nuovi, ad aprire i lavori di una quattro giorni impegnativa, molto varia, senz’altro interessante e di una portata che va oltre il presente e già dialoga con il futuro. Già si promette al futuro. Così per come si presenta, questo Festival è pronto a superare l’esame di crescita che gli organizzatori “in primis” si sono posti quale obiettivo anche quest’anno, anche in periodo Covid, a confermare che la bella partenza (il numero “zero”) del 2019 non è stato (non doveva esserlo) episodio occasionale. Credo che eventi come questo rappresentino davvero il presupposto per tornare a generare quei nuovi valori relazionali, (valori) di apertura, di condivisione gratuita della propria conoscenza, sui quali si può costruire una Villasanta più consapevole, più attraente/attrattiva e anche più conosciuta. È una grande sfida.
È una grande sfida poterci ritrovare ogni anno ad aspettare questo appuntamento (come si aspetta una cosa certa).

Fondamentale ricordare che il Festival delle Geografie nasce sul patrimonio del Fondo Camperio, custodito in questa Villa all’interno della Biblioteca civica “Aldo Moro”. Il Festival, per vocazione, fa rinascere, pezzo dopo pezzo, il Fondo Camperio rendendo per quattro giorni questa dimora un rilevante snodo culturale sia per chi vive a Villasanta sia per chi ci viene apposta.
E “il venirci apposta a Villasanta”, anche questo, può essere considerato il superamento di un limite, non fisico ma mentale, che solo pochi anni fa voleva Villasanta paese statico, situato “dall’altra parte” del Parco Reale, quella, chissà perché, meno interessante e poco intrigante. Dei limiti, delle frontiere e dei confini non solo strutturali, ma psicologici, economici, sociali… parlerà con i propri spazi e i propri contributi questa rassegna che, certamente meglio di me, sarà presentata tra poco dall’assessore alla Cultura Adele Fagnani e dal presidente dell’Ass. La Casa dei Popoli, Lorena Ferrari.
Io intanto ho giocato un po’ con il programma. Ho provato a scegliere l’appuntamento che più mi incuriosisce tra i tanti, tutti di alto livello. È “Il Grande Libro del Ghiaccio”, che verrà presentato domenica pomeriggio dallo scrittore e alpinista Enrico Camanni in dialogo con Lorena Ferrari e con la partecipazione di Enrico Cambiaghi del CAI Villasanta. Perché proprio questo mi ha colpito? Intanto semplicemente per il “suono” di una parola: “ghiaccio”. Un po’ colpa del mio libro preferito, “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, che comincia con il ricordo di un figlio, il colonnello Aureliano Buendìa che “molti anni più tardi, di fronte al plotone di esecuzione, si sarebbe ricordato quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”. Ma al di là di questo… Non conosco il taglio che verrà dato all’evento ma sono certo che riparlare del ghiaccio come scoperta e guardare la storia della Terra e dei suoi abitanti attraverso il ghiaccio, aiuterà a capire una volta di più come il suo lento ma evidente ritirarsi dal pianeta non può davvero passare inosservato o addirittura negato.

Ecco, ho citato un evento per tutti. Ma non me ne vogliano i relatori di tutti gli altri perché la bellezza di questa rassegna è proprio la possibilità di attirare, con tanti eventi, tante sensibilità diverse.
Termino ringraziando, naturalmente anche a nome dell’Amministrazione Comunale, ancora una volta gli ideatori e i promotori del Festival (cioè gli amici dell’Assocazione La Casa dei Popoli); non posso dimenticare l’Ufficio Cultura del Comune di Villasanta che li ha supportati nell’organizzazione e tutti i soggetti del mondo dell’associazionismo villasantese che, a vario titolo, hanno contribuito e contribuiranno in questi giorni allo svolgimento del Festival.

Viva il Festival delle Geografie – Lunga vita al Festival!

Luca Ornago

Le foto sono di Marco Crippa

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