L’appuntamento con le ragioni del NO al referendum sulla riforma della giustizia è per mercoledì 11, alle 21, in Villa Camperio.

Con questo primo appuntamento, si apre dunque anche in paese la campagna politica che porterà al confronto nelle urne il 22 e il 23 marzo prossimi per confermare o respingere la riforma della magistratura voluta dal Governo.
A parlarne saranno Giovanni Missaglia, docente di Storia e Filosofia al liceo Zucchi e Marco Formentin, giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Monza.
L’iniziativa è promossa dal Comitato provinciale per il NO di Monza e Brianza che – come sta avvenendo in tutta l’Italia – si è costituito nei giorni scorsi.
Esattamente come per il Comitato nazionale, quello provinciale è promosso da Cgil, Partito Democratico e ANPI – rappresentati rispettivamente da Matteo Moretti, Lorenzo Sala e Fulvio Franchini e vi aderiscono numerose associazioni e liste civiche del territorio.
Un Comitato analogo è in via di costituzione anche a livello villasantese.
Scopo del referendum è la conferma o l’abrogazione della riforma proposta dal Governo e approvata dal Parlamento con i voti della maggioranza, che è intervenuto su norme costituzionali. Non è previsto un quorum e il voto sarà in ogni caso decisivo per l’entrata in vigore o la bocciatura definitiva del testo che modifica l’assetto della magistratura.
Fulvio Franchini, presidente provinciale di ANPI e referente del Comitato provinciale per il NO ha inviato al Punto un suo contributo sulla questione, che volentieri pubblichiamo.

Ringrazio la redazione del Punto che mi permette di intervenire riguardo il progetto di modifica del Titolo IV della Costituzione dedicata alla Magistratura (Sezione I – Ordinamento giurisdizionale). Colgo l’occasione per un saluto cordiale ai miei concittadini.
Voglio subito precisare che il 22 e il 23 marzo non si andrà a votare per migliorare il servizio che gli operatori della giustizia mettono a disposizione dei cittadini, sarebbe bastata una semplice legge ordinaria. La legge Nordio/Meloni riguarda ben 6 dei 13 articoli del Titolo IV della Costituzione: una vera e propria deformazione di quella parte. Una parte che le nostre Madri e i nostri Padri costituenti avevano accuratamente scritto per rendere la magistratura autonoma e indipendente dagli altri poteri, legislativo e, soprattutto, esecutivo.
Noi del Comitato provinciale di MB del NO a questa legge, pensiamo che con questa “deforma” costituzionale il Governo Meloni punti ad un modello di giustizia che sottometterà al controllo diretto della politica (debole con i potenti e feroce con i deboli) per garantirsi e poter garantire impunità e mani libere da qualunque controllo sull’operato del Governo e di quelli futuri. Lo dimostra anche la legge che ha limitato il potere della Corte dei conti, un organo costituzionale con compiti esclusivamente di controllo amministrativo. L’indipendenza della magistratura serve proprio a far sì che il potere giudiziario possa limitare il potere esecutivo e controllare che rispetti le leggi, a tutela di tutti i cittadini. È uno dei cardini delle democrazie liberali, che non a caso oggi è sotto attacco in molti Paesi, in Europa e nel mondo. Altrimenti la legge non è uguale per tutti.
La nostra contrarietà, oltre che di merito, è anche nel metodo. Per la prima volta, infatti, è stato impedito ai partiti, in particolare a quelli dell’opposizione, di proporre modifiche al DdL Nordio, sia in commissione Affari Costituzionali sia in Parlamento, i passaggi previsti dall’art.138 della Costituzione sono avvenuti senza che si potesse introdurre modifiche alcuna e votati dalla sola maggioranza di Governo.
La nostra idea è radicalmente alternativa e coincide con quella disegnata dalle Madri e dai Padri costituenti, secondo cui i cittadini, attraverso i corpi intermedi (partiti, forze sociali, associazioni, realtà della società civile), partecipano attivamente alla vita democratica, contribuendo e incidendo sulle decisioni economiche e sociali per migliorare la condizione concreta delle persone e le prospettive del Paese. (art. 3, “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che….”).
Non dimentichiamo, inoltre, che modificare il Titolo IV della Costituzione (la magistratura) assieme all’autonomia differenziata e al presidenzialismo rappresenterebbero un profondo stravolgimento della nostra democrazia: una democrazia rappresentativa e partecipante, fondata sull’autonomia e l’indipendenza dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Difendere questa Costituzione vuol dire difendere questa democrazia da ogni tentativo di mettere in discussione l’assetto istituzionale e i suoi principi e valori fondamentali.
Dobbiamo respingere la legge costituzionale Meloni-Nordio di riforma della magistratura! Salvaguardiamo i paletti della nostra democrazia e la libertà dei cittadini! Salviamo la nostra Costituzione! Per questo rivolgiamo un appello e un invito alle associazioni, ai movimenti, ai partiti, alle cittadine e ai cittadini ad aderire al Comitato per il NO di Monza e Brianza e ad impegnarsi in questa importantissima battaglia di partecipazione democratica per difendere l’indipendenza della magistratura e la nostra Costituzione. Respingiamo la Legge Meloni-Nordio ANDANDO A VOTARE E VOTANDO NO al Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo.
Fulvio Franchini, Presidente ANPI MB, referente per il Comitato per il NO MB








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