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L’ultima notte d’estate

E’ stata la più bella, l’ultima notte d’estate. Il cortile di via Buozzi 11 ha ritrovato volti e voci di quarant’anni fa. Ex ragazzi e ragazze, oggi mamme e papà che hanno risposto ok alla pazza idea di Gianluca Barba: ritrovarsi di nuovo, dopo quarant’anni, sullo stesso prato e sotto lo stesso bersò dove si sono conosciuti appena nati. Splendido spettacolo, davvero, soprattutto per chi, quei monelli li ha visti crescere anno dopo anno, sapendo che ne stavano scandendo l’inesorabile ritmo d’ invecchiamento. Atmosfera magica, complicità spontanee, come negli anni a cavallo fra i 70 e gli 80 quando, in cortile appunto, la mamma di uno era un po’ la mamma di tutti e il giocare insieme, il mangiare insieme e, infine, l’addormentarsi sfiniti era la quotidianità condivisa di quegli anni. Ne ha viste davvero tante quel cortile, come del resto ogni spazio aperto di quei tempi, centinaia le serate passate fra barbecue e bersò felici come pochi, tutti insieme.

E ieri sera, Michele, Serena, Marco, Lele, Valerio, Simone, Nadia, Dania e via via tutti i ragazzi di via Buozzi 11 hanno offerto la plastica conferma di quanto sia stato fondamentale  quel cortile. Così una pensata che poteva apparire folle è diventata geniale, riconciliandoci, per una sera, con un’idea di amicizia che poteva apparire superata e che invece supera alla grande i confronti con i social, col virtuale e con i surrogati di umano con cui questi ex ragazzi hanno imparato  a lavorare e convivere. Senza scordarsi della propria provenienza, dei compagni di storia, delle contaminazioni. Complimenti vivissimi. Via Buozzi getta definitivamente alle spalle, ma forse era già successo, la logora etichetta di “Bronx”, di inquieta periferia della periferia e rigenera un progetto di coesistenza  vecchio di secoli.

Franco Radaelli

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