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Giulia e Arianna, come si diventa campionesse mondiali di skating

Sono ancora impegnate con i compiti e le lezioni ma sono già campionesse mondiali, in una disciplina sportiva che richiede impegno e non perdona gli errori.

Loro sono Giulia Lo Giudice e Arianna Micantoni, atlete villasantesi dell’Astro Roller Skating, la società di pattinaggio artistico che pochi giorni fa, a Pechino, ha conquistato il titolo mondiale nella categoria Precision Senior Sincronizzato.

Al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere alla Statale la ventenne Giulia e al quarto anno al liceo classico Zucchi la sedicenne – ma lei ci tiene a precisare “fra poco saranno diciassette”Arianna, con un sorriso da cui traspare tutta la loro felicità, raccontano al Punto la passione per uno sport che le ha portate sul tetto del mondo.

Anche se può sembrare strano, sportivamente non sono nate sui pattini.

“Quando ero alle elementari racconta Giuliafacevo danza ma, a un certo punto, mi sono sentita annoiata; allora mi sono messa in cerca di qualcosa d’altro e alla Festa dello Sport mi sono imbattuta in uno stand di pattinaggio, mi è piaciuto e ho cominciato a praticare.

Prima, per 4-5 anni, nello Skating Monza fin quando, nel 2020, arriva l’occasione dell’Astro Roller: un salto di livello che è alla sua portata e l’inizio del percorso sportivo che la porterà all’oro mondiale, dopo una serie di vittorie e di piazzamenti in Italia e in Europa.

Non molto diverso il percorso di Arianna, anche per lei dapprima la danza, poi il nuoto fino all’idea proposta da un’amica: perché non facciamo pattinaggio? Idea accettata e esordio con la storica Corona Ferrea, 7 anni di pattinaggio artistico singolo fino all’incontro con l’Astro Skating durante il Monza Roller Day: Arianna si propone, supera la prova di valutazione e viene subito inserita nella squadra sincro junior. È l’estate del 2023, che segna il passaggio alle prove di squadra.

Un passaggio della prova che ha assegnato l’oro mondiale alla squadra di Astro Roller e alle atlete villasantesi

“Mi sono trovatadice subito catapultata dentro, la squadra era già qualificata per i Mondiali in Colombia, ci sono andata anch’io, la mia prima volta fuori dall’Europa: un’esperienza bellissima.”

Da lì Arianna non si ferma e, evidentemente, i tecnici della società vedono in lei le qualità della campionessa, tanto che – in anticipo rispetto ai 18 anni soliti – la inseriscono anche nella squadra senior, quella che farà la trasferta in Cina e tornerà con la medaglia d’oro al collo.

E a Pechino la squadra arriva forte della vittoria al campionato italiano e a quello europeo, “il sistema dei punteggi e le regole di ingresso in pista sottolinea Giuliaci hanno avvantaggiato: abbiamo potuto disputare per ultime la nostra gara, un fattore importante nel pattinaggio perché, impegnata a preparare la tua, non vedi la prestazione degli altri e eviti l’ansia.” Quindi, riscaldamento atletico, “urlo di squadra per darci la carica” e via in pista, dove invece è importante “guardare i giudici e non perdere le sguardo delle compagne per sincronizzarci e restare unite.”

Difficile anche per loro dire quanto sperassero nella vittoria.

“Non ci si aspetta mai fino in fondo di vincereosserva Arianna ma la stagione era andata bene, conoscevamo già le altre 2 squadre italiane (di Bologna e Calderara ndr) e l’Argentina, la Cina invece non l’avevamo mai incontrata ma un po’ me lo sentivo che sarebbe andata bene. Da bordo pista – perchè ero riserva – vedevo l’energia e la sintonia delle mie compagne e ci speravo.”

“Sono scaramantica e quindi non faccio pronostici le fa eco Giuliama per tutta la stagione ho desiderato il riscatto dalle difficoltà dell’anno precedente, difficile per il passaggio da junior a senior e per gli impegni del primo anno di università; a ogni gara sentivo riconfermata l’energia giusta e, in fondo a me stessa, pensavo che poteva essere l’anno buono; anche se, nei 5 minuti di gara, è un attimo inciampare, cadere, sbagliare e compromettere tutto.”

Non è successo e le atlete dell’Astro Roller dopo “l’enorme commozione alla proclamazione del punteggio” – sono salite sul gradino più alto del podio, tra l’altro tutto italiano, e finalmente dicono: “è stato bello stringere in mano la medaglia d’oro.”

La felicità della squadra alla proclamazione del risultato

Il ritorno a casa, oltre alla medaglia, porta con sé qualche pensiero sul quel che ricomincia e sul futuro.

“Il patto sportivo con la scuola come studente atleta – osserva Ariannami aiuta perché mi consente di programmare le interrogazioni quando le gare importanti sono vicine ma certo ci sono le rinunce: a uscire con gli amici, ad esempio, che però mi sostengono, mi danno supporto e capiscono quando devo rifiutare i loro inviti. Lo stesso fanno i miei compagni di classe, che hanno perfino guardato la gara in diretta.

“I sacrifici ci sono e si fannodice Giulia, soprattutto quelli legati agli studi e alla vita sociale, alla quale qualche volta tocca rinunciare per via degli allenamenti e delle gare. “Pattinoprosegue da 9 anni, 10 stagioni, per me è una questione identitaria: mi sento una pattinatrice e ogni volta che parlo con qualcuno, non riesco a non dirlo. Faccio rinunce eppure, quando ho ipotizzato di smettere, è stato un gran dispiacere. Ho capito di tenerci molto, ho ancora possibilità di pattinare e spero che questo percorso duri il più a lungo possibile.”

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