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L’Educazione Diffusa a Villasanta

Sabato 19 ottobre in Piazza del Comune dalle ore 10.30 alle 16.30, Villasanta si fa città educante

Offrire ai ragazzi uno spazio dove potersi esprimere e realizzarsi liberamente. Questo è l’obiettivo della giornata che l’Associazione Genitori di Villasanta promuove con la collaborazione del Comune di Villasanta, sabato 19 in piazza Martiri della Libertà, con la partecipazione attiva di artigiani, genitori e associazioni del territorio. Durante la giornata saranno messi a disposizione gli strumenti più efficaci per favorire e stimolare il desiderio dei ragazzi di farsi soggetti attivi, di portare in piazza le proprie capacità, condividendole con i loro amici. Attraverso laboratori artigianali, espressivi e creativi, i ragazzi avranno l’occasione di imparare e mostrare ai loro coetanei a suonare, danzare, dipingere, creare e recitare all’aperto, trasformando la loro città e rendendola più dinamica e inclusiva. Sono previsti punti ristoro.

Un progetto educativo innovativo proposto alle scuole di Villasanta

La giornata di quest’anno vuole andare ben oltre la riproposizione consueta di uno spazio ludico-ricreativo dedicato ai ragazzi: si prefigge di essere il primo passo di un percorso complesso che porterà alla creazione di un progetto strutturato e con la finalità di integrarsi ai piani formativi delle scuole cittadine per renderli più proficui anche su altri livelli, in particolare quelli relazionali ed educativi, creando così un interazione più aperta al territorio (più solida con la socialità cittadina). Ne abbiamo parlato con Alfio Sanfilippo, uno dei promotori dell’idea progettuale.

L’idea del progetto si ispira ai principi della didattica e della pedagogia di Educazione Diffusa elaborati da Paolo Mottana, docente di Filosofia dell’Educazione presso l’Università di Milano Bicocca. L’educazione diffusa è focalizzata sull’idea che la società sia l’ambiente adatto per l’apprendimento, che le esperienze debbano essere ricche, intense e appassionanti e il più possibile trovare compimento nella realtà. Secondo questa visione, ai ragazzi è utile proporre esperienze complesse, multidisciplinari e concrete nel tessuto sociale esterno all’ambiente scolastico e progressivamente più ampio. I ragazzi possono imparare moltissimo, contribuire, collaborare, ideare e partecipare e, a loro volta, creare vere e proprie occasioni di apprendimento aperto e collettivo.

Foto di Pino Timpani

Alfio Sanfilippo, ci spiega come nasce il progetto?

Siamo un gruppo di genitori che seguono con interesse e impegno l’andamento dei propri figli nel contesto scolastico. Forse grazie alla nostra attenzione, negli ultimi anni ci siamo accorti che, pur essendo le scuole Villasantesi ambiti di eccellenza rispetto ad altre situazioni territoriali, ci fossero alcuni aspetti su cui intervenire e da sviluppare/affrontare in modo differente, per essere più in linea con le esigenze dei ragazzi di oggi. Vorremmo pertanto offrire una collaborazione che possa portare ad un lavoro di nuove attenzioni per migliorare ulteriormente.

Di quali aspetti si tratta?

Facciamo riferimento a quanto conosciamo qui in particolare e meno in riferimento ad altri territori. Prima di tutto ci sembra che la scuola, con la sua impostazione istituzionale fatichi talvolta ad aprirsi alle esigenze e ai bisogni più connessi alla concretezza della vita. Mi riferisco a quel suo essere un istituzione piuttosto formale, in cui le regole e la disciplina hanno comprensibilmente una ragione di funzionalità e di gestione ma nello stesso tempo crediamo che quando la necessità di garantire una funzionalità di gestione usi in modo eccessivo gli strumenti di controllo e le formalità, la fanno apparire una istituzione rigida, con il rischio di soffocare il senso di autonomia (o libertà) e la capacità di coscienza sia dei ragazzi che degli adulti. Crediamo che vada superato il concetto che ci considera semplici “utenti” fruitori di un servizio e a questo vada sostituito uno ruolo consapevole, responsabile e interattivo tra alunni, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici, posti sullo stesso piano come attori che concorrono insieme a creare valore sociale, istruttivo ed educativo. Un valore per la comunità del territorio.

Sono temi non del tutto nuovi: nel campo educativo ne avevano trattato figure come Don Milani e altri già molti decenni indietro. Credete che attualmente non si siano compiuti passi evolutivi adeguati ai tempi?

Ci siamo trovati e interrogati più volte su questi temi. Abbiamo iniziato e tentato di dargli risposte, cercando di conoscere di più gli argomenti partecipando ad incontri pubblici sul territorio di pedagogisti affermati. In seguito alcuni di noi si sono messi in contatto con il prof. Paolo Mottana. Ne è seguita una conferenza pubblica con la sua partecipazione: la abbiamo proposta in una serata dedicata qui in Villasanta. Grazie a questo evento, nei mesi successivi abbiamo maturato un’idea più consistente per dar corpo al progetto che ora proponiamo.

Il progetto è conosciuto dalle istituzioni, dal comune e dalle scuole?

Ci siamo incontrati sia con il dirigente e sia con il consigliere delegato all’istruzione. Nel corso dell’anno abbiamo perso un po di tempo, perché nel frattempo c’è stato un avvicendamento sia del dirigente (si è passati dal reggente al dirigente effettivo) e sia dell’amministrazione comunale che è passata al vaglio delle elezioni ed è stata riconfermata. Finora abbiamo registrato un buon riscontro: siamo stato ascoltati e la nostra proposta ha suscitato interesse Ora siamo in attesa. Ci aspettiamo la proposta di un tavolo di lavoro per un confronto, chiarimento su fattibilità e fatiche per intraprendere il percorso attuativo del progetto che prevede di procedere inizialmente con una sperimentazione in una classe della scuola media.

Foto di Assogen

Da chi è proposto formalmente il progetto?

Da entrambe le associazioni dei genitori e da alcuni soggetti attivi, quali artigiani, commercianti e altri. Ci stiamo adoperando per costruire una rete comunitaria di saperi che verrà messa a disposizione del progetto.

Come pensate di proporlo nella sua attuazione?

L’intenzione è partire con un progetto e predisporre una sperimentazione che abbia successo con una classe prima: la classe sarà formata su base volontaria. Nella giornata del 19 ottobre cominceremo a presentare più dettagliatamente il progetto attraverso una sua rappresentazione, in modo che i ragazzi, i genitori, gli insegnanti e la cittadinanza siano ampiamente informati e possano scogliere di aderire e farsene carico (cioè prenderne coscienza). Prevediamo, per questa prima fase, una mappatura del territorio cioè individuare per poi mettere a disposizione dei ragazzi persone, artigiani, imprese e depositari di saperi che si vogliono trasmettere ai ragazzi. Mettiamo in un livello interdisciplinare le modalità classiche dell’apprendimento in classe e nello stesso tempo, modificandone la permanenza rigida, lo integriamo con l’apprendimento nella vita cittadina, anche fuori dagli spazi: invece di tenere i ragazzi solo dentro la scuola, nelle aule e sui banchi, gli si permette di interagire con la comunità, conoscendo e imparando altro, connesso per se stesso con l’educazione che attraversa la relazione con gli altri. Il progetto prevede di organizzare attività esperienziali integrative che spaziano in ambiti quali i servizi del territorio, del lavoro e dell’operatività concreta, della natura, dell’espressività simbolica, della corporeità e dello sport , cioè dal sapere coltivare le piante, al sapere suonare uno strumento, o imparare a riparare un oggetto, una bici ecc.

Come si svolgerà la giornata di presentazione del 19 ottobre: ci sarà un conferenza del prof. Mottana?

Non prefiguratevi una conferenza formale. La piazza del comune ospiterà diversi spazi dedicati a interessi e ambiti specifici. Tra gli ospiti ci saranno i soggetti che aderiscono al progetto e, soprattutto, l’insieme di tutti gli spazi sono pensati per accogliere molti e altri nuovi interessati,farli sentire a proprio agio nel rapporto tra loro e i ragazzi. Gli interventi degli esperti, come il professore, potrebbero inserirsi nei momenti opportuni, non tanto come spiegavo prima in forma conferenziera, ma intervenendo di volta in volta nei vari spazi dedicati ai temi e con questo provare a centrare più significativamente la specificità che si vuole approfondire con concretezza. E’ un modo per lasciar fluire armoniosamente le dinamiche, non tanto in un ordine sequenziale rigido, quanto più possibilmente a seguire processi di maturazione relazionale dei ragazzi, in modo che acquisiscano consapevolezza del proprio ruolo per poter partecipare alle decisioni del mondo più vasto nel patrimonio educativo della comunità, di quella che è l’educazione diffusa. Con questo approccio contiamo di arricchire quanto già in atto nell’ambito scolastico, aprendolo alla ricerca di un senso dell’educare più ampio.

Foto di Assogen

La città dei ragazzi”

E’ la prima di una serie di iniziative promosse dall’Associazione Genitori con l’intenzione di fare di Villasanta una città educante, in grado di mettere a disposizione luoghi educanti dove si svolgono attività di scuola aperta, una scuola che accompagna i ragazzi in uno spazio sociale, che li vede soggetti attivi e in cui potranno vivere autentiche avventure di vita.

Contatti:

Assogen – Villasanta


Alfio Sanfilippo

Tel: 320 4003239

e-mail: [email protected]

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