istruzione

Non vedo l’ora di tornare a scuola!

Proseguiamo con le nostre interviste agli insegnanti che stanno vivendo la sfida e le preoccupazioni della didattica a distanza.

Ho intervistato Chiara, che abita a Villasanta e lavora in una scuola elementare non lontana dal nostro paese: insegna motoria, storia, inglese e musica in una 1^ e scienze, motoria e tecnologia in una 4^.

Come la didattica da casa ha modificato la scansione della tua giornata e il rapporto con le colleghe e con la scuola?

Con le colleghe siamo sempre in contatto: si sente molto lo spirito di collaborazione tra noi, anche per la gestione degli aspetti informatici, ma soprattutto per la condivisione di vissuti e timori. Però, sebbene anche prima si lavorasse tanto, ora mi trovo a dover essere connessa h24, districandomi tra i vari gruppi WhatsApp. Siamo sempre alla ricerca di nuove idee per raggiungere gli studenti con modalità didattiche efficaci, ma questo zelo porta talvolta a voler condividere le proprie intuizioni con videochiamate fino a sera: dobbiamo ancora trovare dei ritmi per scandire al meglio le nostre giornate. Anche il rapporto con la scuola si è mantenuto efficace, grazie alle circolari e ai contatti che la vicepreside tiene con la preside, riferendo poi tutto ai membri del corpo insegnante.  

E il mantenimento del rapporto con i piccoli studenti?

Purtroppo al momento non abbiamo potuto mantenere una relazione diretta con i bambini, anche se loro sono sempre nei nostri pensieri e speriamo che stiano bene e stiano vivendo questo periodo nel migliore dei modi. Tramite i rappresentanti di classe abbiamo ricevuto degli audio in cui i bambini ci dicono che sentono la nostra mancanza e che va tutto bene. Inoltre, stiamo aspettando di sapere se sarà possibile organizzare delle videochiamate con gli alunni, o inviare loro dei messaggi privati tramite il registro elettronico.

In questi giorni con le mie colleghe stiamo continuamente sperimentando nuove piattaforme di apprendimento. Ad esempio, avevamo già testato LearningApps per i compiti di Natale della 1^: presentando gli esercizi sottoforma di giochi, come cruciverba e memory, i bambini svolgono i compiti volentieri, e i genitori sono soddisfatti. Stiamo provando anche a registrare videolezioni online da condividere coi genitori tramite link privati su YouTube.

Al momento si sente molto la mancanza soprattutto dell’aspetto affettivo della relazione con loro. Manca persino vedere i loro sguardi perplessi quando non hanno capito qualcosa, e tutti gli aspetti del linguaggio non verbale che fanno capire a un insegnante come venire incontro al bambino.

Riuscite a confrontarvi con i genitori? Che ruolo svolgono nella didattica da casa?

I genitori sono il veicolo attraverso il quale il materiale didattico giunge ai bambini. Comunichiamo con loro su Telegram e tramite i rappresentanti di classe. Abbiamo anche dato ai genitori di 4^ la possibilità di comunicarci le loro impressioni e difficoltà sulle modalità didattiche rispondendo a un questionario: alcuni vorrebbero che fornissimo attività che i bambini possano svolgere in maggiore autonomia. Noi ci impegniamo a ottemperare a questa richiesta, pur nella consapevolezza che, trattandosi di bambini, un sostengo serve sempre. Da questo punto di vista sono più tranquilla per i bambini di 1^: essendo meno autonomi, sono certa vengano aiutati dai genitori anche nei compiti.

Come potete valutare se i bambini stiano continuando ad apprendere?

Non abbiamo ancora affrontato il problema delle verifiche. Mentre fino a settimana scorsa abbiamo approfondito argomenti precedenti, ora possiamo introdurne di nuovi. In classe, una mia attenzione è quella di rendere accattivante la presentazione degli argomenti e, ora, riuscire a fare ciò tramite il computer è una ulteriore sfida: ma siamo pronte a coglierla!

LearningApps, che probabilmente inizieremo a usare anche in 4^, permette di verificare che i bambini stiano svolgendo i compiti e che restino al passo, ma speriamo di trovare modalità che, pur rispettando le norme della privacy, ci permettano di comunicare in maniera più diretta con gli alunni.

La preoccupazione che il processo di apprendimento possa risultare interrotto mi tocca più per i bambini di 1^, i quali stanno acquisendo capacità di base, come leggere e scrivere. Ma fortunatamente ritengo che i genitori siano responsabili e, aiutati dai materiali forniti, sufficientemente in grado di supportare i figli nelle attività didattiche. La mia vera preoccupazione è un’altra …

Cosa ti preoccupa? Cosa ti manca di più?

Temo ripercussioni a livello psicologico, soprattutto qualora abbiano avuto dei familiari malati, ma spero davvero di vederli tornare a scuola con la loro solita allegria. Più di tutto mi manca vedere i bambini, il contatto diretto con loro, guardarli in faccia per capire cosa pensano. Non vedo l’ora di tornare a scuola!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*