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Saggezza!

Al titolo del libro che vi proponiamo oggi, abbiamo aggiunto un punto esclamativo, come se fosse un’esortazione, un invito a coniugare la ragione e la passione, la razionalità e l’emozione per affrontare la vita e superare le lacerazioni che ci riserva. Con determinazione e conoscenza ma anche con coraggio ed empatia.

Recensione di Lorena Ferrari

Nella ricerca di modi e risorse per affrontare, come quasi tutti, la prossima lunga permanenza casalinga, mi sono ricordata di una lettura dello scorso dicembre: Saggezza di Eugenio Borgna, pubblicato da Il Mulino.
L’autore, primario emerito dell’Ospedale di Psichiatria di Novara, ci consegna in questo piccolo libro, un itinerario alla scoperta di noi stessi e delle nostre ferite, attingendo, come negli altri suoi libri, alla letteratura, alla poesia, alla filosofia e al suo lungo lavoro di terapista sempre in ascolto empatico dell’Altro. Alla ricerca delle parole che salvano.

Saggezza, parola antiquata scomparsa sia dai nostri discorsi privati e ancor di più da quelli pubblici. E quindi  dalle nostre scelte.
Come riconquistarla? Borgna ci propone un viaggio nelle ragioni del cuore, citando Proust: la saggezza non si riceve, bisogna riscoprirla da sé dopo un percorso che nessuno può fare per noi…

La saggezza è come una grande lampada che illumina e fa rivivere in altro modo le esperienze costitutive della nostra vita…è ricerca del senso della misura


Si tratta di un percorso frastagliato nella nostra interiorità dove passioni ed emozioni accendono intuizione ed immaginazione, integrano conoscenza e intelletto, spingono alla scoperta delle nostre potenzialità ma anche dei nostri limiti. Percorso tutt’altro che egoriferito bensi predisponente all’ascolto dell’Altro.

Percorso che fa della passione la forza motrice della razionalità, della ragione perché, ricordando Leopardi, …Non bisogna estinguer la passione colla ragione, ma convertir la ragione in passione, fare che il dovere, la virtù, l’eroismo , ecc. diventino passione.

Sembrano parole fatte apposta per esprimere ciò che in queste settimane medici, infermieri e operatori sanitari ci raccontano con la loro quotidiana dedizione, determinazione, competenza.
Sono parole che ci aiutano a immaginare il prossimo futuro, che ci possono preparare ad ascoltarci, a usare meglio le parole, a connetterci, a mettere in moto il meglio di noi stessi.

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