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In giardino in compagnia di Virginia

Anche se l’aria fredda della Russia, che spira in questi giorni, sembra averci riportato indietro – con un gran balzo inaspettato – verso l’inverno, la primavera senza dubbio è arrivata. La vediamo dalle nostre finestre, la avviciniamo sui nostri balconi, nei nostri piccoli giardini.

Recensione di Laura Cesana

Nell’attesa di tornare a immergerci pienamente nella natura risvegliata,
Sfogliare le pagine de Il giardino di Virginia Woolf – il bel libro fotografico edito da L’ippocampo e dedicato alla casa di campagna della grande scrittrice e del marito Leonard – è un modo per rendere l’esperienza ancora più intensa e presente.

Chi racconta e ci conduce lungo le bordure che costeggiano i sentieri di mattonato e ci descrive gli ambienti che compongono la casa e il giardino di Monk’s House è Caroline Zoo, affittuaria per 10 anni della vecchia casa comprata nel 1919 da Leonard e Virginia Woolf a Rodmell (Sussex) per farne il luogo delle vacanze e dal 1980 proprietà del National Trust, che provvede alla tutela e alla conservazione.
Oltre alla custodia e all’apertura al pubblico della proprietà due volte alla settimana, il compito primario di Caroline e del marito è stato il mantenimento del giardino secondo l’idea originaria e i gusti dei suoi illustri proprietari – di Leonard Woolf soprattutto – ma in continuo dialogo con la sua crescita, la trasformazione spontanea delle sue essenze e le nuove proposte di selezionatori e ibridatori di oggi.

E’ un giardino all’inglese, sicuramente: lo sono le sue ricche bordure, l’alternarsi di prato e di fioriture, i muretti di selce e le siepi. Ma gli spazi non si susseguono liberamente e non è dominato solo dalla naturalità delle forme; il giardino segue un’idea di fondo che si esprime con la divisione in aree tematiche: la terrazza con le macine, la passeggiata fiorita, la peschiera, un quadrato all’italiana ornato da statue, l’orto.

Il racconto è solidamente costruito sulle belle fotografie scattate da Caroline Auber, che restituiscono la magnificenza delle fioriture, il serpeggiare dei sentieri, i punti fermi dei grandi alberi. Il testo racconta la storia del giardino, il suo progressivo ampliamento ottenuto acquistando nel tempo altri lotti di terreno confinanti e cuce passato e presente con oculate citazioni che che spaziano dai diari e dalle lettere di Virginia ai meticolosi elenchi degli acquisti di Leonard.

avevo davvero un interesse profondissimo a scrivere, qui, ho dato da mangiare ai pesci rossi, ho contemplato la peschiera, ho giocato a bocce… la felicità”

Le immagini in bianco e nero di Virginia, Leonard e dei loro ospiti contribuiscono a dimostrare come la creazione di un giardino – condotta a partire da un banale frutteto circondato da un prato – sia un atto di creatività e di cultura.
Cercare di descrivere i colori, le sfumature, gli accostamenti e le decine e decine di varietà presenti non riuscirebbe comunque a rendere giustizia e toglierebbe al lettore il piacere della scoperta.
Il nostro giardino – scrive Virginia – è un chintz variegato e perfetto: astri, zinnie, geum, nasturzi…tutti vivaci, ritagliate da carte colorate, gagliardi e ritti come dovrebbero essere i fiori”. E’ già una descrizione e una dichiarazione.

Per chi non intendesse acquistarlo o avesse difficoltà a reperirlo, il volume potrà essere preso in prestito in Biblioteca, appena possibile…

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