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L’ottavo “Re ‘dde Roma”

Il ricordo di Carlo Barba, indimenticabile protagonista dell’avventura Ghiringhella, nel racconto di Bruno Galimberti.

Il romanzo inizia dalla via Buozzi degli anni ’70: troppi monelli in giro e troppe “Gazzelle” a cercare di rimettere le cose a posto. Siamo nel “Bronx” di Villasanta, una fama che offende.
Carlo di suo mette in campo un’empatia da papà, che l’accento romanesco mette anche in maggiore risalto: “So’ ragazzi…” e cerca il contatto con loro, a colpi di ironia e pallone. Impossibile dissociare Carlo Barba da questa matrice civile: il più possibile sorridente, aperta al sereno.

Su altri versanti, intanto, proseguiva lo splendido inserimento in società di questo “Romano ‘dde Roma” che stava diventando più brianzolo dei Sanfioranesi anche a causa di un innamoramento istantaneo per la montagna. Carlo amava le Alpi come fossero casa sua. Quando ti capitava di andarci con lui era come camminare al fianco di una guida: sentieri, fiori, cocuzzoli, rifugi, non c’era particolare di cui gli sfuggisse il nome, il colore, la leggenda. E al Club Alpino di Villasanta se lo ricordano ancora così, tutti quanti.

Fu però la stagione del Palio della Rosa a imprimere il salto di qualità al senso di cittadinanza di Carlo Barba. Terminato quel fugace divertissement paesano, il Rione San Fiorano si ritrovava fra le mani un notevole patrimonio di costumi, accessori e varia attrezzeria; fin lì servita, appunto,
per ragioni di appartenenza rionale ma da lì in poi, senza fissa dimora. E’ proprio in quegli anni, a cavallo del Millennio, che il compianto assessore Sergio Zappa lancia la proposta di arredare utilmente l’area incolta che sta in fondo a via Buozzi. L’idea è di trasformarla in uno spazio fruibile al pubblico, affidarla a chi possa garantirne una frequentazione in sicurezza; passando da “Bronx” a “ parco urbano”.
Ma ci voleva un prodigio di ottimismo della volontà.

Inizia l’ultimo, splendido capitolo dell’impegno civile di Carlo Barba che, fianco a fianco ad una dozzina di reduci del Palio rione San Fiorano daranno vita ad una impresa sociale che sa di miracolo. Una realizzazione di architettura ecologico/urbanistica che finirà sotto i riflettori dei mass-media come esempio di rammendo periferico con finalità aggregative.

E’ grazie all’impegno di queste persone che prende vita La Ghiringhella il parco urbano più frequentato ed affidabile di Villasanta. Costituita l’ Associazione di promozione sociale, il lavoro di Carlo e di tutti gli altri è stato quello di sostenere giorno per giorno, da ogni punto di vista questa creazione più unica che rara, diventata ormai punto di riferimento di tutte le giovani famiglie del paese.

Carlo Barba di tutto ciò mostrava grande orgoglio, sarebbe sciocco nasconderlo. Era la sua invenzione più grande nella quale proprio lui, ormai nonno, si divertiva a indugiare con i bimbi che si avvicinavano al laghetto, alla voliera o al pollaio con il suo inconfondibile accento che riportava a San Fiorano, pezzo dopo pezzo, tutto il Colosseo.

Grazie davvero Carlo, è stato un bel vivere con amici come te

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