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Repubblicana o monarchica? Come votò Villasanta

Le cronache raccontano di una bella giornata di giornata di sole e di una afflusso ai seggi intenso fin dalle prime ore del mattino. E fu così anche a Villasanta, nei cinque seggi elettorali che furono allestiti.  Avevano fretta i cittadini, finalmente erano protagonisti, finalmente era giunta l’ora del suffragio universale: per la prima volta infatti si recarono al voto le donne.

Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, sottolinea la nascita della nostra Repubblica, dopo la fine della dittatura fascista, dell’occupazione nazista e la fine della seconda guerra mondiale. La data coincide con quella di domenica 2 giugno del 1946, prima giornata di votazioni (si votava anche il lunedì, fino alle 12.00)  del referendum istituzionale che consentiva a tutti i cittadini di scegliere tra monarchia e repubblica.

Per Villasanta non fu propriamente “la prima volta”.  Prima del 2 Giugno, si tennero, il 7 Aprile del 46, le elezioni amministrative per l’elezione del Consiglio Comunale. Già all’inizio  del 1945, con il Paese diviso dalla Linea Gotica e il Nord sottoposto all’occupazione tedesca, il Governo Bonomi aveva emanato un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (decreto legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n.23).

Furono le elezioni che, per dirla in breve, sancirono un cambio alla guida del nostro Comune: si chiuse, dopo solo 11 mesi l’esperienza di Giuseppe Sala, sindaco unitario, indicato dal CLN e si aprì, con l’elezione a sindaco di Battista Erba, la fase delle amministrazioni comunali a egemonia democratico cristiana che ci accompagnò fino quasi alla fine del secolo scorso.

Ma torniamo al 2 giugno, un giorno in cui, oltre al quesito referendario, i cittadini erano anche chiamati ad eleggere i rappresentanti dei partiti politici per l’Assemblea Costituente, i cui lavori sarebbero poi iniziati il 24 giugno 1946 e su cui ritorneremo con un altro articolo. Concentrandoci oggi sul referendum istituzionale rilieviamo come anche nel nostro Comune, come del resto d’Italia, l’affluenza al voto fu altissima.

Villasanta era allora un paese di circa 7000 abitanti e, secondo la legge elettorale vigente, avevano diritto al voto “ tutti i cittadini (uomini e donne) che abbiano compiuto il ventunesimo anno  di età entro il 31 dicembre 1945” e quindi 4242 cittadini di cui 2231 donne e 2008 uomini.

Al voto parteciparono 4051 elettori con una percentuale di partecipazione di poco superiore al 95% : le donne raggiunsero il 97% e gli uomini il 94%. In tabella riportiamo i risultati

Se allarghiamo lo sguardo ai paesi vicini e confinanti scopriamo che ad Arcore la Repubblica ottenne il 74% dei consensi, a Biassono il 73%, a Concorezzo il 67% e poco più del 65% a Monza.
Ovunque la nuova Repubblica trionfò!

One Comment

  1. Mauri Massimo

    non mi pare che la repubblica trionfò, ci furono ancora dei deficienti, li reputo tali, che diedero il voto ai Savoia, responsabili della catastrofe nazionale, nonché della vergogna delle leggi razziali; il nanerottolo è ritornato di soppiatto in Italia, dall’Egitto dove si era rifugiato con i soldi…

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