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COVID-19: quanti sono stati veramente i morti e perché è necessario saperlo

Cercare di capire quello che è successo durante la fase acuta della pandemia del Coronavirus è importante per un’ottimale gestione della Fase 3 e soprattutto per evitare alcuni errori che, in particolare in Regione Lombardia, sono stati fatali e hanno comportato un numero di decessi altissimo (oltre 16.000) rispetto ad altre regioni d’Italia e d’Europa.

Eppure anche quell’alto numero ufficiale pare essere sottostimato rispetto alla realtà. Le anagrafi dei Comuni contano – in particolare nel bimestre marzo-aprile – un incremento del numero dei morti davvero impressionante.
Perché vi sono differenze abissali fra i morti ufficialmente comunicati come deceduti per Coronavirus e i morti complessivi nello stesso periodo? Molte sono state le difficoltà a certificare le cause di morte nel periodo di picco del virus: a casa da parte dei medici di base, per gli anziani nelle RSA, negli Ospedali travolti dai ricoveri e con insufficiente protezione di dispositivi di protezione per medici e infermieri. 

E a Villasanta?

I dati ufficiali relativi alla pandemia villasantese dicono, al 4 giugno, che ci sono stati 78 positivi dall’inizio della pandemia di cui 57 guariti, 33 sorvegliati a casa e solo 10 decessi.
Sono i dati pervenuti da ATS Brianza e sembrerebbero registrare un’incidenza in fondo abbastanza modesta del virus tra i nostri concittadini. Ma la lettura dei dati dell’anagrafe comunale, disponibili sul sito del Comune, fornisce un dato di realtà un po’ diverso soprattutto se confrontato con l’andamento dei deceduti degli anni precedenti.

Impressiona soprattutto  rilevare il balzo nei mesi di Marzo e Aprile. Se rapportiamo il numero di decessi di Marzo/Aprile 2020 con la media degli stessi mesi nei 4 anni precedenti ci rendiamo conto che quest’anno abbiamo avuto il 182% di decessi in più. Il dato è ancora più significativo se rapportato ad un aumento della popolazione modesto: dal 2016 ad oggi solo lo 0,7%.
In quanto al numero di decessi nel periodo Gennaio/Maggio 2020, abbiamo registrato 116 morti invece dei 63 mediamente registrati nei 4 anni precedenti, ovvero 53 in più. Difficile pensare che solo 10 di questi siano stati causati dal virus.

Nel corso di queste settimane abbiamo sentito ciò che è stato denunciato da parecchi altri comuni lombardi e viene il sospetto, a questo punto legittimo, che le ATS o non siano state in grado di rilevare correttamente i dati provenienti dal territorio, oppure che non si sia voluto addebitare al Covid molte delle cause di morte avvenute.

Leggere i numeri è importante per tutti, cittadini, operatori e amministratori: significa prendere coscienza di ciò che è successo per essere più preparati in futuro e per sollecitare gli organi competenti (Ministero della salute, Regioni e ATS) a mettere in pista piani di prevenzione e protocolli anti-pandemici. Piani che, di fronte a COVID-19, si sono rivelati totalmente assenti o inadeguati. Ci sono in Lombardia risorse, persone, competenze per farlo. Facciamolo.

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