In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra ogni anno il 27 gennaio per ricordare le vittime della Shoah, abbiamo chiesto un contributo a Lorenza Gobetti, presidente della sezione villasantese dell’ANPI, che volentieri pubblichiamo.
1945/2025: sono passati 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale – dalla liberazione dei campi di concentramento – da quel 27 gennaio in cui l’armata sovietica entrò ad Auschwitz aprendo al mondo intero la conoscenza di quali crudeltà indicibili erano state realizzate all’interno dei suoi cancelli e dei suoi fili spinati.

E in questi 80 anni si sono dipanate tante conoscenze sulle nefandezze che i regimi nazista e fascista hanno compiuto nei decenni delle loro dittature: un processo di disvelamento e di conoscenza che è stato dapprima molto lento – abbiamo tutti in mente quanti anni di silenzio ci sono voluti affinché le vittime che erano sopravvissute trovassero la forza di raccontare – ma che poi è andato via via ampliandosi, arricchendosi di tanti racconti, di tante storie, di tante vicende umane cariche di dolore, di ingiustizie, di distruzione e di morte.
E c’è stato un periodo in cui abbiamo pensato e sperato che mai più cose simili si sarebbero verificate e che non avremmo più dovuto ascoltare simili racconti: certo dopo la fine della guerra il futuro che si prospettava non poteva che essere migliore di quanto l’Europa e gran parte del mondo avevano vissuto nella prima metà del XX secolo.
E dopo 80 anni? Devo dire che non è mai semplice scrivere di questi temi, ma in questi giorni è particolarmente difficile: e la difficoltà sta nel confrontarsi con gli eventi che hanno caratterizzato la politica internazionale in questi ultimi tempi. E’ difficile non cadere nella retorica e però cercare di rivolgere al presente e soprattutto al futuro pensieri positivi, quando assuefazione e rassegnazione rispetto alle tragedie e alle derive conservatrici che si compiono in ogni parte del mondo, pervadono sempre più la società attuale.
È però al contempo doveroso da parte di chi sta dalla parte dei diritti e del rispetto delle libertà SEMPRE IN QUALUNQUE LUOGO E IN QUALUNQUE EPOCA, continuare a portare avanti una lotta che si basa sulla solidarietà, sulla giustizia, sulla supremazia del diritto utilizzando tutte le azioni che ancora sono consentite.
Il confronto, il dialogo, la mediazione, la partecipazione attiva alla vita civile del paese, andare a votare, creare crepe nella cultura conservatrice che vediamo dilagare in maniera impressionante sotto i nostri occhi nella nostra Europa, e tanto altro ancora.
E dunque, insistere nella trasmissione della memoria, dove le storie di vita di alcuni ci aiutano a comprendere la storia collettiva di tutti – anche quella presente – oggi significa sempre più agire affinché si possa costruire davvero una cultura rispettosa degli individui, che possa essere strumento atto garantire diritti per tutti attraverso un impegno di ciascuno.
Lorenza Gobetti, presidente ANPI Villasanta








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