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Edim, lunedì parte la cigs per 50 dipendenti. Un anno di tempo per salvare l’azienda

Inizia lunedì prossimo, 3 febbraio, la cassa integrazione straordinaria chiesta e ottenuta dalla Edim spa per i suoi 340 lavoratori, di cui 220 impiegati nello stabilimento di Villasanta e gli altri a Quero (Belluno).

L’ammortizzatore sociale è stato concesso dal ministero del Lavoro per fare fronte allo stato di crisi generato dalla flessione del mercato automotive, di cui l’azienda del gruppo Bosch è fornitrice, per la durata di 1 anno.

Per febbraio e marzo – come annunciato dall’azienda al sindacato – la Cigs riguarderà 50 lavoratori, in cassa per 1 giorno alla settimana. Successivo decisioni saranno prese in base all’andamento degli ordini.

Nella foto d’archivio, la prima manifestazione dopo l’annuncio di Bosch

“La cassa integrazione – commenta Gabriele Fiore di Fim Cisl Monza e Brianza Lecco – è il primo passo per evitare i licenziamenti ma è anche propedeutica al rilancio della Edim da parte di Bosch oppure di un possibile acquirente”; resta infatti sul tavolo “la possibilità di cessione della fabbrica cheaggiunge Fiore per indicazione della stessa Bosch necessita di un piano di investimenti tecnologici nell’ordine dei 50 milioni di euro per recuperare la necessaria competitività.”

Nel frattempo, l’azienda ha accolto le richieste di salvaguardia avanzate dal sindacato: rotazione del personale in cigs, calendario di incontri di monitoraggio dell’andamento, impegno a verificare altri strumenti di accompagnamento dei lavoratori verso l’uscita volontaria.

Sul piano della forza lavoro, dall’annuncio dello stato di crisi e della volontà di ridurre la produzione da parte di Bosch circa 50 dipendenti hanno lasciato l’azienda per pensionamenti o decisioni personali.

Al momento sono 93 i dipendenti dichiarati in esubero – ma per ora in forze grazie alla cigs e – nota ancora Fiore “rappresentano il conteggio matematico fra il numero iniziale e le uscite fino ad oggi; il numero effettivo lo verificheremo nel corso di quest’anno in base a quel che succederà.”

Obiettivo del sindacato per i prossimi mesi è la prosecuzione dell’attività produttiva e la riduzione dell’impatto della cassa integrazione sui dipendenti: Non più di 2 settimane al mese per ogni lavoratore” auspica il sindacalista, un risultato da perseguire anche con l’attivazione di percorsi di formazione che rendano possibile la ricollocazione in altri reparti.

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