Il cantiere per la costruzione della Pedemontana – ormai è accertato – pur non interessando direttamente il territorio comunale, avrà comunque un impatto sui flussi di traffico che attraversano il paese e sulla linea ferroviaria.
Nonostante le molte e circostanziate critiche al progetto avanzate dai Comuni che saranno attraversati dalla tratta C dell’autostrada, pensiamo ad esempio a Lesmo dove si attesterà il suo enorme cantiere, e le proteste dei comitati civici, Pedemontana ha annunciato l’intenzione di procedere senza modifiche al tracciato e alla sua portata.
Ne parliamo con l’assessore all’Urbanistica, Carlo Sormani.

Assessore, l’avvio dei lavori – in questi anni – è slittato più volte. Abbiamo ad oggi una data effettiva di inizio?
I lavori sono già iniziati anche sulla tratta C, quella più vicino a noi. Il tracciato di Pedemontana ha già fatto la sua comparsa nei campi brianzoli e ha già causato l’abbattimento di parte dei boschi di Bernate. Sono i lavori preparatori, le opere funzionali ai cantieri più importanti che partiranno nel 2026. D’altronde, Pedemontana si è impegnata a completare l’opera in un periodo di 1.000 giorni partito nel dicembre del 2024, quindi il tempo purtroppo stringe.
Quel che colpisce è che i lavori sui lotti B2 e C stiano partendo senza sapere che cosa ne sarà della fine dell’autostrada, che attualmente terminerebbe a Vimercate: c’è il terrore di trovarsi un’autostrada non solo sovradimensionata e dalla dubbia utilità ma anche monca!
Il “tappo” viabilistico di Lesmo – e la conseguente ricerca di percorsi alternativi – avranno ripercussioni sulla mobilità comunale? Se sì, sono possibili e sono stati previsti dei correttivi?
Dirlo ora non è semplice. Alcuni esperti sostengono che la viabilità nord-sud della Brianza verrà resa più complessa dai cantieri, dando qualche beneficio ai Comuni subito a sud dell’autostrada, quelli di attraversamento nell’asse verso Monza e Milano, quindi – almeno teoricamente – anche Villasanta. Io non ne sono così convinto.
Desta preoccupazione soprattutto la SP7, la strada storica che scende da Lesmo, oltre ovviamente alla situazione dei centri abitati a noi vicini. In questo senso è fondamentale, come chiesto anche dall’amministrazione comunale di Arcore, che Pedemontana allestisca il prima possibile la cosiddetta TRMI17, cioè la tangenzialina esterna di Arcore, che permetterebbe ai mezzi di cantiere di non passare dai centri abitati e di congiungersi direttamente alla rete provinciale all’altezza della rotonda della “Bergamina”.
Alcuni Comuni della tratta C stanno poi lanciando in questi giorni uno studio sul traffico dei cantieri. In un incontro svoltosi nei giorni scorsi nel nostro municipio abbiamo chiesto all’amministrazione di Arcore – visti gli evidenti interessi in comune – di inserire nello studio anche i collegamenti con Villasanta, anche se siamo fuori dal tracciato di Pedemontana.

È stato annunciato che la linea ferroviaria S7, l’unica che serve il nostro paese, verrà interrotta a Triuggio. Che prospettive ci sono per la stazione di Villasanta?
La situazione del trasporto pubblico è ancora più surreale: per costruire un’autostrada inutile si andranno infatti a colpire sia le linee degli autobus dei Comuni coinvolti – che subiranno variazioni e rallentamenti dovuti al traffico aggiuntivo – sia, soprattutto, il trasporto ferroviario. Pedemontana ha infatti confermato che i lavori sulla linea del Besanino tra Biassono e Lesmo partiranno nel settembre del 2026 e dureranno almeno fino al settembre del 2027, contrariamente alla stima iniziale di soli 8 mesi. C’è già molto scetticismo sul fatto che basti un anno per un’operazione così complessa; ricordo a chi ci legge che la Pedemontana dovrà passare sopra al Lambro e sotto la ferrovia, comportando l’innalzamento di quest’ultima di diversi metri. Per capirci, siamo nella zona di via Madonna delle Nevi a Biassono, poco più a nord della stazione Biassono-Lesmo-Parco.
Lascia sgomenti il fatto che né Pedemontana né, soprattutto, l’ente amministrativo che la vuole e sostiene, cioè Regione Lombardia, abbiano ancora pensato a soluzioni alternative per il servizio ferroviario. Come amministrazione ci siamo sentiti dire ufficialmente che “è troppo presto per parlarne” e che sarà indetto un tavolo regionale nel prossimo futuro. Ebbene, per noi non è troppo presto.
Come già ribadito nella nostra Commissione Territorio e come ribadiremo anche in Consiglio Comunale, il Besanino non può fermarsi del tutto, specie quando si ha una stazione come quella di Villasanta Parco che, avendo il doppio binario, è potenzialmente attrezzata per fare da capolinea temporaneo, come confermato anche da RFI.
Il Comune pensa di poter giocare un ruolo per mettere in campo le soluzioni meno penalizzanti per i pendolari che ogni giorno prendono il treno in direzione Milano?
L’obiettivo è quello di ottenere da Regione Lombardia che i treni lungo la tratta Villasanta-Milano Porta Garibaldi non vengano intaccati dai lavori di Pedemontana e possano funzionare senza interruzioni. Non sarà semplice, ma come amministrazione riteniamo che i nostri pendolari siano già stati massicciamente penalizzati dai lavori della scorsa estate e di questi primi mesi del 2025.

Insomma, faremo tutto il possibile affinché Regione e Trenord non si limitino a riproporre il sistema delle navette, già sperimentato nel suo totale fallimento. L’unico collegamento su gomma sensato sarebbe infatti quello verso la stazione di Arcore, da potenziare rispetto all’attuale servizio del bus z208. Ma riteniamo che questo debba essere il piano B rispetto al mantenimento in attività della nostra stazione.
Un progetto di qualche decina di anni fa – poi abbandonato per varie e impreviste vicende – ipotizzava il trasferimento della stazione nell’area ex Lombarda Petroli per allargarla e renderla più accessibile. In prospettiva, questa soluzione ha ancora una sua praticabilità?
Quello dello spostamento della stazione di Villasanta non è più uno scenario realistico da ormai tanti anni. Ciò era già chiaro durante le amministrazioni guidate da Luca Ornago, durante le quali si decise di investire sulla nostra stazione e su tutta la zona limitrofa. Inoltre, a partire dal 2028, è già previsto un aumento importante del numero delle corse giornaliere del Besanino, che favorirà ulteriormente la nostra stazione. Ciò non toglie che ci siano degli aspetti strutturali ancora migliorabili, come già segnalato più volte in passato ad RFI, a partire dalle banchine.








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