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Le richieste al Piano traffico: meno velocità e più piste ciclabili

Meno velocità e più piste ciclabili. Volendo ridurre all’estrema sintesi gli auspici dei villasantesi in fatto di traffico e viabilità, sono questi termini chiave a cui fare riferimento.

Si tratta di una linea di tendenza che emerge con chiarezza dalle segnalazioni – complessivamente ben 835raccolte in questa fase iniziale di elaborazione del nuovo Piano Urbano del Traffico, messo in campo dall’amministrazione Galli.

Il nuovo strumento dovrà intervenire alcuni aspetti critici della mobilità in un paese – quale è Villasanta – il cui assetto resta saldamente ancorato al sistema di sensi unici di quartiere, introdotto a suo tempo, che incanala e contiene il traffico di attraversamento, salvaguardando per quanto possibile la residenza.

I punti critici, elaborati dallo Studio Meta

Ma ora nuove esigenze si pongono all’attenzione, recepite e elaborate dallo Studio Meta – la società di consulenza cui il Comune ha affidato la redazione del PUT – nella planimetria riportata sopra, dove vengono evidenziate le criticità sui grandi assi di scorrimento, sulle intersezioni fra le strade e con le ciclopedonali, alle fermate degli autobus e attorno alle scuole.

Come mostra il grafico che segue, chi si sente più protetto nel transitare per il paese, sommando le percezioni di “molto” e “abbastanza” è l’automobilista, forse perché chiuso nel suo guscio protettivo di lamiera; seguono i pedoni e poi i ciclisti ma fra questi ultimi non sono da trascurare le colonnine grigie e gialle, che indicano una percezione crescente di insicurezza.

Oggi sono oltre 170.000 veicoli che giornalmente – dal lunedì al venerdì – i portali di lettura delle targhe indicano come in movimento per il paese, che scendono a 143.000 il sabato e a 109.000 la domenica.

Oltre a chiedere soluzioni adeguate per moderare la velocità, il campione di villasantesi – casuale perché basato su risposte volontarie – che ha risposto al questionario ha lasciato parzialmente aperta l’opzione di usare meno l’auto.

Attualmente, a fronte di 11% che si sposta a piedi e al 10% che usa la bici – oltre ad altre frazioni minori – si evidenzia uno “zoccolo duro” di automobilisti, pari al 70% del totale. Un dato molto lontano dal 6% che si serve dei mezzi pubblici.

Ma, alla domanda su cosa potrebbe far cambiare loro abitudine, il 19,4% risponde che potrebbe muoversi a piedi se ci fossero percorsi pedonali e marciapiedi adeguati; il dato sale per le biciclette, con un potenziale di nuovi ciclisti pari al 39,5% se ci fossero piste ciclabili e percorsi sicuri.

Altro punto sensibile sono i parcheggi: i residenti ne chiedono di più e il dato medio di occupazione – secondo un’indagine condotta dal Comune con l’aiuto dei volontari civici – risulta elevato. Complessivamente, i posti auto negli stalli censiti sono 1.434, a questi si aggiungono i posteggi “informali”, vale a dire in quei punti dove la sosta non è regolata ma nemmeno impedita.

Non tutti i quartieri, ovviamente, soffrono degli stessi problemi, in centro – per esempio – la questione sicurezza si fa sentire maggiormente durante la settimana nelle vie attorno alle scuole mentre il problema parcheggi è maggiormente sentito il sabato e la domenica nelle zone vicine agli ingressi al Parco Reale, quando si scatena la caccia al posto di chi viene da fuori.

Molto importante, infine, anche l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Vedremo come tutto questo verrà recepito nel Piano Urbano del Traffico, che – secondo quanto annunciato – dovrebbe essere pronto e entrare in vigore nel corso dell’anno prossimo.

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