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Fotovoltaico via Pertini, neanche al Comune piace ma non si può opporre

Sta destando preoccupazione fra i residenti – e ancora di più polemiche e botta e risposta sui canali social – la notizia dell’avvio dei lavori per la creazione di un impianto di pannelli fotovoltaici a nord di via Pertini, nella fascia compresa fra la strada provinciale 45 e la linea ferroviaria.

Preoccupazioni e contrarietà che hanno chiamato in causa l’amministrazione Galli, a cui vengono addossate alcune responsabilità su quanto sta accadendo, al punto da convincere il sindaco ad intervenire con alcune puntualizzazioni: la prima delle quali riguarda l’impossibilità del Comune ad opporsi all’iniziativa per le sue caratteristiche tecniche, conformi alla legislazione regionale e nazionale.

I fatti sono questi: nell’area agricola privata in questione sono state autorizzate attività di bonifica bellica precauzionale – necessarie a escludere la presenza di ordigni inesplosi – che preludono alla realizzazione, prevista nei prossimi mesi, di un nuovo impianto fotovoltaico per la produzione di energia da fonte rinnovabile da 5,3 MG.

“In merito a questo intervento – si legge nel comunicato stampa di piazza Martiri della Libertà – l’amministrazione comunale ritiene doveroso fare assoluta chiarezza: il Comune ha dovuto accettare questo insediamento senza avere alcuna possibilità giuridica di opporsi o di vietarlo.”

“Trattandosi di un intervento autorizzato tramite Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) in quanto inferiore ai 10 MW di potenza (soglia sotto la quale si è esenti da Valutazione di Impatto Ambientale) – prosegue il testo – l’atto finale da parte del Comune di Villasanta è stato infatti un atto dovuto e vincolato per legge. Di fatto, di fronte al rispetto dei requisiti tecnici e normativi da parte del privato, il Comune al momento del rilascio dell’autorizzazione non disponeva di alcun potere discrezionale o di veto, nemmeno per tutelare aree agricole che a livello locale si sarebbe voluto salvaguardare, essendo state parte prima dell’ex Parco della Cavallera e ora del Parco Regionale della Valle del Lambro.

L’amministrazione Galli non si limita però a precisare la propria contrarietà all’intervento così come concepito ma punta il dito contro la responsabilità politica degli enti superiori, che fino ad ora non sono intervenuti per dirimere “il caos legislativo e la frammentazione normativa che caratterizzano la materia a livello regionale e nazionale.

In questi anni, le leggi statali e regionali emanate per accelerare la transizione ecologica hanno progressivamente liberalizzato l’installazione di impianti rinnovabili, introducendo deroghe che di fatto scavalcano i piani regolatori comunali (PGT) e provinciali (PTCP).
L’impianto in questione è stato autorizzato secondo la norma nazionale che prevedeva l’autorizzazione all’installazione di impianti fotovoltaici su aree libere nel caso di distanza inferiore ai 500 metri da un insediamento industriale.

Con le mani legate per quanto riguarda la localizzazione, la Giunta – che avrebbe visto più favorevolmente l’utilizzo di una delle aree industriali dismesse del paese – è comunque riuscita ad aprire un tavolo di confronto con il privato “ottenendo la disponibilità a compensare l’intervento con altre opere (non dovute al momento dell’autorizzazione), così come già fatto con successo nell’unico altro caso comparabile sul territorio villasantese, quello dell’impianto fotovoltaico realizzato pochi anni fa da Rovagnati”.

In copertina: un impianto fotovoltaico. Foto d’archivio.


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