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La fede Bahá’í a Villasanta e il Gruppo giovanissimi

Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo degli adolescenti di Villasanta e dei luoghi di incontro e aggregazione. Dopo aver incontrato educatori e ragazzi che animano il Centro civico Elio e Barbara, scopriamo, letteralmente, il Gruppo giovanissimi. In attesa di poterci nuovamente incontrare e aggregare!

Non avevo idea dell’esistenza del Gruppo giovanissimi, finché Greta, una ragazza villasantese di 18 anni, non mi ha illustrato questa realtà in un’intervista alla quale si è prestata con entusiasmo e disponibilità. Greta mi ha spiegato che il Gruppo giovanissimi è un programma di valorizzazione spirituale rivolto ai ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, diffuso in tutto il mondo. Ma per capire meglio in cosa consiste, è fondamentale dire che si tratta di un programma di ispirazione Bahá’í.

La fede Bahá’í è una religione monoteistica nata in Iran nel 1844 e fondata dal profeta Bahá’u’lláh, un nobile persiano vissuto tra il 1817 e il 1892. Secondo la fede Bahá’í esiste un unico Dio all’origine di tutte le grandi religioni: la rivelazione religiosa è relativa e progressiva e le diverse manifestazioni di Dio, per esempio Abramo, Krishna, Mosè, Zoroastro, Buddha, Cristo, Maometto e lo stesso Bahá’u’lláh (il profeta più recente, ma non definitivo, considerato alla pari dei precedenti) sono sfaccettature di un’unica verità, che si è rivelata in modo adatto di volta in volta alle esigenze del periodo storico, per educare l’umanità.

Lo scopo ultimo di questa religione è la pace universale: come scriveva Bahá’u’lláh, La Terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini. Un principio fondamentale della fede Bahá’í è, infatti, l’unità nella diversità: tutti gli uomini sono stati creati uguali, ma le diversità vanno riconosciute e apprezzate. I bahá’í perseguono l’abolizione dei pregiudizi, la parità tra uomo e donna, l’eliminazione degli estremi di povertà e ricchezza, la giustizia, la necessità di un’educazione universale e di insegnanti che sappiano riconoscere le necessità dell’epoca presente. Altri principi fondamentali sono l’armonia tra religione e scienza, l’ecosostenibilità e la creazione di una sola lingua ausiliaria universale, di una moneta unica e di un sistema legale mondiale. La religione Bahá’í conta circa 7 milioni di fedeli sparsi in oltre duecento paesi del mondo e, dagli inizi del ‘900, è presente anche in Italia.

A metà degli anni ’90 in Colombia è nato l’Istituto Ruhi, con lo scopo di aiutare le persone a comprendere gli insegnamenti bahá’í e ad acquisire competenze utili per la loro messa in pratica e, dunque, per il miglioramento della società. La comunità bahá’í ha iniziato così a elaborare programmi e libri che potessero essere di ausilio in questo insegnamento e, trovandola una modalità efficace, ha iniziato servirsene anche per rivolgersi con particolare attenzione a bambini e adolescenti, oltre che a gruppi non bahá’í. Una citazione di Bahá’u’lláh recita Considera l’uomo come una miniera ricca di gemme, di valore inestimabile. Soltanto l’educazione può rivelarne i tesori e permettere all’umanità di goderne.  Per i bahá’í l’educazione delle nuove generazioni è quindi estremamente preziosa e ciò ha portato alla nascita delle Classi per i bambini e dei Gruppi giovanissimi. Tuttora l’istituto Ruhi si occupa della produzione di nuovi libri, che vengono tradotti in tutte le lingue, e della formazione di insegnanti e animatori competenti, capaci di creare e condurre classi e gruppi per l’educazione spirituale delle nuove generazioni.

Greta stessa è entrata in contatto con la fede Bahá’í da bambina: ha partecipato alla Classe dei bambini e in seguito al Gruppo giovanissimi, per poi diventare animatrice. L’anno scorso è stata addirittura un mese in Olanda per curare la propria formazione e progetta di vivere un’esperienza di volontariato in uno dei pochissimi templi Bahá’í sparsi per il mondo, quello a Santiago del Cile. La speranza di Greta è che, come è accaduto per lei, i Gruppi giovanissimi continuino a produrre nuovi animatori desiderosi di mettersi a servizio dei più piccoli.

I Gruppi giovanissimi, racconta Greta, sono comparsi in Italia nel 2010 e attualmente sono circa 50. 2 di loro sono a Villasanta: uno è affidato proprio a Greta ed è composto da 4 ragazze di 12 anni, mentre l’altro comprende 5 ragazze di 15 anni. Solitamente si viene in contatto con i gruppi bahá’í tramite conoscenze, in modo molto informale, come era successo a Greta, oppure attraverso i giovani che, per esempio, propongono le proprie attività ai genitori.

I Gruppi giovanissimi sono programmi di ispirazione Bahá’í, ma sono aperti a tutti. I gruppi perseguono il benessere dell’umanità e la pace mondiale, e si ritiene che questi obiettivi siano realizzabili se si aiutano i ragazzi a scoprire i propri talenti, a solidificare le proprie strutture morali, a divenire consapevoli della realtà che li circonda e a trovare la propria sfera di utilità.

Il programma del Gruppo giovanissimi prevede la lettura di libri, sui quali gli animatori sono formati, che portano i ragazzi a riflettere su vari aspetti: dalla scoperta dei propri talenti e dei modi per metterli al servizio della realtà in cui si vive – la famiglia, il gruppo classe, Villasanta – per arrivare ad argomenti sempre più complessi, come il progresso scientifico e spirituale. I ragazzi vengono educati ad avere un occhio critico nei confronti della società e a valori come l’amicizia e la collaborazione Per fare ciò si organizzano anche attività artistiche, sportive e giochi. Greta si trova con le giovanissime del suo gruppo per almeno 3 ore alla settimana: fanno lezione sul libro, suonano, cantano, e fanno merenda e quattro chiacchiere in un clima di sana amicizia. Il Gruppo giovanissimi è prima di tutto un gruppo di amici, con un animatore che è a sua volta un amico più grande, coi quali confrontarsi sia su tematiche attuali sia sulle preoccupazioni quotidiane.

Ma il Gruppo giovanissimi, ispirandosi alla fede bahá’í, non vuole limitarsi a riflessioni astratte, bensì prevede di mettersi attivamente a servizio degli altri. Greta mi ha raccontato di svariate attività svolte dai Gruppi giovanissimi, come la preparazione di biscotti per i vicini di casa, o di quando il Comune di Villasanta ha proposto loro di partecipare alla prima camminata per la raccolta dei rifiuti, o ancora di quando hanno distribuito i giornali insieme ai migranti del paese. Ricorda anche esperienze vissute con i ragazzi disabili, al canile, una collaborazione con le Officine Samovar e alcune attività per bambini organizzate per la Festa della pace e per la Festa dei popoli. Greta mi ha anche raccontato di quella volta che, ancora tredicenne, lei e i suoi coetanei avevano pensato di cancellare una svastica dipinta su un sottopasso: l’animatore aveva proposto di andare in Comune tutti insieme, e così ha imparato l’importanza del contatto con le istituzioni. Un altro obiettivo a cui aspirano i Gruppi giovanissimi è aiutare i ragazzi a migliorare il proprio linguaggio, per imparare a esprimere adeguatamente le mille idee belle e interessanti che hanno in testa.

Mentre spesso tendiamo a considerare i ragazzi appartenenti alla fascia di età delle medie come molto problematici, le persone di fede bahá’í vedono nei giovanissimi altruismo, un acuto senso di giustizia, l’ansia di imparare a conoscere l’universo e il desiderio di contribuire a costruire un mondo migliore, come è spiegato anche sul sito della Comunità Bahá’í d’Italia. Anche Greta considera questa fascia d’età preziosa e affascinante: gli adolescenti sono curiosi, iniziano a porsi domande filosofiche, sono acuti rilevatori di ingiustizie e incoerenze e hanno un forte senso di amicizia.

I ragazzi tra gli 11 e i 15 anni tendono a considerare le persone più grandi come dei modelli da seguire, perciò è estremamente importante che l’ambiente che li circonda sappia supportarli nella loro crescita morale e spirituale. I giovani svolgono un ruolo cruciale nell’educazione dei giovanissimi per il fatto che, rispetto agli adulti, hanno un ricordo più fresco della prima adolescenza e riescono a sintonizzarsi meglio sulle problematiche dei più piccoli. Un’altra caratteristica dei Gruppi giovanissimi è che gli animatori devono comportarsi con i ragazzi come degli amici: certamente devono saperli guidare con saggezza, ma senza avere un atteggiamento di superiorità trattandoli come dei bambini. Greta è tuttora profondamente grata ai suoi animatori per il rapporto che hanno saputo instaurare con lei.

Greta cerca di vivere con coerenza i principi della fede bahá’í e ritiene che questa appartenenza la stia aiutando sempre più a capire che lei, come tutti noi, nel suo piccolo può fare la differenza nel mondo: un po’ come la sua omonima, Greta Thunberg. Anche lei crede nell’importanza di divenire consapevoli che, anche se il nostro impegno potrà sembrare una goccia nell’Oceano, possiamo provare a essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Secondo lei, “quando arrivi a una certa consapevolezza non puoi ignorare il potenziale che hai sul mondo“: per questo ora è un esempio per i più piccoli ed è intenzionata ad avere cura di questa responsabilità. 

Tra le aspirazioni per il futuro, Greta cita la possibilità di collaborare con altri giovani villasantesi che si mettono a servizio dei più piccoli, in modo da coinvolgere i giovanissimi dei gruppi bahá’í in attività da svolgere insieme ad altri coetanei. Potrebbe essere interessante entrare in contatto con l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), con il centro anziani per favorire uno scambio tra generazioni, con associazioni che si rivolgono a persone disabili, o con qualsiasi altra associazione di volontariato con la quale i giovanissimi abbiano il desiderio di collaborare per mettersi al servizio degli altri e della comunità villasantese. Greta auspica, inoltre, il consolidamento di un Gruppo giovani, cioè un programma rivolto a ragazzi più grandi, che hanno cercato di far partire nel corso dell’ultimo anno.

Alcune questioni burocratiche legate all’organizzazione dei gruppi bahá’í rendono difficile trovare uno spazio da dedicare al Gruppo giovanissimi e, ad esempio, ostacolano la possibilità di avviare una collaborazione con il Centro civico Elio e Barbara. La difficoltà principale del Gruppo giovanissimi, al momento, è proprio la mancanza di un luogo di ritrovo specifico: il gruppo di Greta, in quanto composto da sole 5 persone, riesce a gestire la situazione ospitandosi a turno nelle rispettive case, ma ciò potrebbe diventare infattibile se il gruppo dovesse ampliarsi. In ogni caso, Greta ci ha tenuto a specificare che è molto fiera di Villasanta e che il Comune si è sempre dimostrato molto disponibile ad ascoltare le loro esigenze e a cercare soluzioni che permettessero l’espressione della loro realtà. 

Prima di levare l’ancora dalla terra, prima per me inesplorata, del Gruppo giovanissimi e di salpare verso una nuova tappa del nostro viaggio nel mondo degli adolescenti villasantesi, voglio ringraziare Greta per la disponibilità e competenza con cui si è raccontata. Le auguro di perseguire i suoi sogni e di trovare tante altre persone disponibili, come lei, a darsi da fare per la realizzazione di un mondo migliore.

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