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Mascherine: facciamo due conti

Ci stiamo ormai prendendo la mano, anzi il respiro.
Da domenica scorsa, quando è entrata in vigore l’ordinanza regionale che prevede l’obbligo delle mascherine anche per le nostre rare e frettolose uscite per questioni di assoluta necessità, naso e bocca devono essere coperti da una mascherina chirurgica o comunque, nel caso in cui non si abbia a disposizione il prezioso dispositivo, da un foulard, una sciarpa o simili.

Nonostante l’effettiva efficacia di questo comportamento collettivo nel contrasto alla diffusione del contagio – l’Organizzazione Mondiale della Sanità non lo indica come indispensabile se all’aperto si riesce a mantenere una distanza di sicurezza – l’imposizione è arrivata e ci siamo dovuti non solo adeguare ma anche e soprattutto attrezzare.

Il Comune di Villasanta (vedi nostra intervista al sindaco, ndr), con l’aiuto della Croce Rossa, ha dato avvio a un piano straordinario di produzione di dispositivi di protezione facciale che ne garantirà la distribuzione gratuita a tutti i cittadini a partire dalla settimana prossima. Ma intanto, chi esce per la spesa o per altra necessità, chi si reca al lavoro, chi si concede gli agognati e problematici quattro passi intorno a casa, come fa?
Fortunatamente, l’ormai famosa mascherina non sembra più irraggiungibile e i giorni della sua assoluta e per certi versi incomprensibile penuria sembrano passati. Le farmacie in paese le vendono regolarmente e, se il numero di pezzi richiesti è ragionevole, vengono date senza problemi.

Ma certo, dall’entrata in vigore dell’ordinanza alla effettiva possibilità di riceverne a titolo gratuito come annunciato da Fontana, diciamo che passano dai dieci ai dodici/tredici giorni in cui i dispositivi di protezione sono a carico dei contribuenti.
Ipotizzando i dieci giorni di un cittadino ancora in attività lavorativa – e quindi con la necessità di uscire di casa ogni giorno – che debba coprire da sé i costi dei dispositivi di protezione non spenderà meno di 13/15 euro per una confezione di 10 mascherine chirurgiche; dai 2,5 ai 5 euro per il gel
disinfettante e altri 5/6 euro per i guanti protettivi.

Una spesa sostenibile per molti e tanto più per la salute. Ma se l’obbligo dovesse durare mesi?

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