COSOV

Millennials nel pallone

Debutto in Serie A per Lorenzo Pirola difensore nell’Inter di Conte, mentre Gabriele Zappa fa esperienza nel Pescara, in Cadetteria.

Certo un’annata più sfigata di questa, per il calcio che conta, non la troverete mai.

Nemmeno se riandaste agli annali di guerra, tempi in cui le vacche erano davvero molto magre e più che certezze si nutrivano speranze: “Ha da passa’ a’ nuttata…”. Intanto, mentre il Var sta tentando di darsi una credibilità accettabile, noi al paesello aggiungiamo un bel paio di figurine ad un album storico che comincia a farsi consistente.

La prima appartiene a Lorenzo Pirola, difensorone centrale nerazzurro che Antonio Conte si sta portando in panchina da settimane con serie intenzioni di collaudo. E l’esordio c’è stato circa un mese fa a San Siro contro la Spal; a risultato acquisito, poco prima dell’80° di gara, Lorenzo ha fatto il suo ingresso in campo in sostituzione di Candreva,  timbrando un importante cartellino.

D’accordo, Lorenzo non è proprio un villasantese purosangue ma nel suo curriculum giovanile c’è ben in vista un biennio in Cosov che ci dà pieno diritto di prenderci uno spicchio di soddisfazione. A quanto sembra, tra l’altro, Lorenzo Pirola ripropone quel profilo psicofisico che appartiene al nostro dna.

Marco Galbiati ed Alessandro Motta, suoi allenatori in Cosov quando la società calcistica di casa nostra apparteneva alla “Galassia Inter” non ne descrivono tanto il potenziale tecnico quanto la “tigna” agonistica, quella applicazione assidua su cui germogliano qualità durevoli.

Un identikit complessivo che riprende paro paro quello di Filippo Galli, do you remember ? Uno che a dodici anni si allenava come se quello fosse un lavoro; il suo lavoro.

E se questo è l’inizio, gli auspici sono ottimi. Lorenzo, nato in un giorno palindromo, il 20 febbraio 2002, è un difensore centrale di grande fisicità  (1,85 x 78 kg.), istintivamente mancino, buona velocità di base, eccellente lettura della fase tattica.

Il suo curriculum in maglia nerazzurra dice già molto: Scudetto nelle “Under 16” e “17” con conseguente Supercoppa. Presenze nella Nazionale “Under 15” e maglia da titolare nella “Under 18”. L’anno scorso ha fatto parte della Nazionale agli “Europei Under 17” in cui l’Italia ha conquistato l’argento e in seguito è stato titolare ai “Mondiali” brasiliani.

Il debutto a San Siro potrebbe costituire un “segnale” piuttosto esplicito. Lorenzo Pirola appartiene, nel bene e nel male, ad una realtà “Internazionale” appunto. In cui valutazioni di natura tecnico agonistica spesso si intrecciano con dinamiche economiche che si incontrano su opportunità che spesso determinano prospettive e carriere.  Autentiche “sliding doors” che si muovono su binari misteriosi ma determinano prospettive, carriere.

Su questo capitolo, molto potrebbe aggiungere, credo, Gabriele Zappa, l’altro “Millennial”, questa volta indiscutibilmente fatto in casa. Nato tre giorni prima del Natale 1999, sbocciato in Cosov, volato a sedici anni ad Appiano Gentile, titolare con la maglia dell’Inter in tutte le rassegne nazionali ed Europee in cui i nerazzurri hanno sovente dominato, Gabriele è riuscito ad affermarsi grazie a queste “qualità personali”: testa alta e concretezza.

E’ entrato stabilmente nelle Nazionali giovanili facendosi spazio grazie a standard di rendimento sempre molto alti. Anche in questo caso si deve sottolineare la maturità di questo giocatore, E’ vero, Lele, a differenza di Filippo Galli e Lorenzo Pirola, non essendo difensore puro, ha maggiori possibilità di esprimersi  e, conseguentemente,  molti rischi di confronto.  In quest’ultima stagione, a Pescara, pur non avendo trovato una società motivata da soverchie ambizioni, Gabriele ha destato ottima impressione inserendosi in modo importante nella manovra biancazzurra, trovando spesso  la via del gol (mi pare sia arrivato a quota 5, senza essere in attacco), e tutto lascia presagire che vogliano trattenerlo in riva all’Adriatico anche se Radioscarpa, recentemente, lanciava segnali di ritorno sulla riva giusta del Naviglio.

Due splendide narrazioni sportive, in ogni caso. Professionisti giovanissimi che si impongono all’attenzione, in un contesto internazionale, mettendo a frutto qualità personali specifiche. Ovvio che noi; dopo aver appiccicato  le loro figurine sul nostro personalissimo album di famiglia,  attendiamo con ansia di respirare emozioni forti, da momenti magici.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*