Corpo Musicale

Stefano Trizio: un presidente “in rodaggio” che pensa a una biblioteca musicale e progetta la festa dei 140 anni

C’è una lezione di batteria in corso quando varco la soglia della sede di via Verdi per incontrare il neo-presidente del Corpo musicale, Stefano Trizio, eletto in marzo alla guida del più antico sodalizio villasantese e fresco di esordio al concerto di domenica scorsa.

E la batteria è lo strumento di elezione anche del cinquantaquattrenne dirigente, progettista elettrico nella vita lavorativa, percussionista in quella amatoriale con una “carriera” iniziata da giovanissimo fra il pop e il rock in due note formazioni locali, i Free Words e la Zino’s Band , approdata 13 anni fa alla banda cittadina grazie ai corsi di formazione seguiti dai 2 figli, tuttora in organico insieme al padre.

Stefano Trizio alla batteria

“Sono tanti sasottolinea Trizioi nuclei famigliari che suonano nella banda”, impegnati non solo nella formazione classica ma anche nelle “sorelle minori”: la Più Tost Band dove esordiscono rapidamente i giovani corsisti per imparare anche “sul campo” a suonare insieme e i Bandisti di Strada, la formazione più snella e sbarazzina, votata soprattutto al moderno.

“Io stessoprosegue Trizioho iniziato con i Bandisti di Strada e sono poi passato alla grande formazione su richiesta del maestro Carlo Zappa.

Senza, in fondo, abbandonare la vocazione originaria perchè, ormai da qualche anno, la banda villasantese affianca con successo brani pop e rock al repertorio più tradizionale.

Ora, per il neo-presidente inizia un periodo di doppia attività: dietro la batteria e di fronte agli impegni programmatici e organizzativi.

Fra i progetti principali del suo mandato c’è il recupero della tradizione operistica italiana, di cui la banda ha dato una anticipazione nel programma di sabato scorso con l’esecuzione di brani dal Trovatore e dalla Cavalleria Rusticana basati su partiture storiche e eseguiti con strumenti d’epoca; “vogliamo avvicinare i ragazzi all’opera perchè fa parte della nostra tradizione compositiva” sottolinea Trizio e annuncia, per la sera del 28 giugno in Villa Camperio, l’esecuzione della Traviata di Giuseppe Verdi, in trascrizione per banda, con la partecipazione di cantanti per le parti principali e una voce narrante che aiuterà gli spettatori a seguire lo svolgersi della vicenda.

Del resto, la partiture storiche in banda non mancano e sono raccolte – oltre a quelle moderne – in una lunga fila di armadi tanto che – sottolineano sia il il presidente che il consigliere Simone Valaguzza – “ci piacerebbe il riconoscimento, da parte del Comune, di biblioteca musicale perchè pensiamo di avere tutti i requisiti per esserlo e vorremmo rendere accessibile il nostro patrimonio a studiosi e esecutori interessati.”

Verrà inoltre mantenuto l’impegno della banda per la musica in carcere con la partecipazione al progetto Ottoni in CC che vede coinvolti 15 detenuti della Casa circondariale di Monza impegnati a destreggiarsi con gli strumenti a fiato – sotto la guida del vicepresidente Sergio Stucchi e di Sabrina Sanvito, docente di musica e ottoni – e con la prospettiva di esibirsi in un saggio finale.

La banda in una immagine di repertorio

“Sono un presidente in rodaggio – sottolinea Trizioma sono tranquillo perchè posso contare su un gruppo eccezionale che lavora dietro le quinte” e che mantiene in vita un sodalizio composto da 160 soci e 71 strumentisti nelle varie formazioni, di cui 45 impegnati nell’organico principale, oltre a un gran numero di corsisti.

E dove una delle preoccupazioni e delle attenzioni maggiori è sempre rivolta al vivaio e alla formazione dei giovani musicisti, attraverso il Corso di Orientamento Musicale, che parte dai 3 anni e mezzo e offre insegnamenti di percussioni, ottoni, chitarra, pianoforte e canto.

“L’insegnamento – nota ancora Trizioinsieme alla disponibilità a suonare anche nelle scuole, nelle case di riposo fa parte di quella che definirei la banda dei servizi e che mi dà più soddisfazione proprio per il suo ruolo sociale.

Mentre la stagione estiva si apre, Stefano Trizio con i suoi consiglieri pensa già all’anno prossimo, quando il Corpo musicale festeggerà i 140 anni dalla fondazione, e annuncia “un’idea del cassetto”: un fine settimana di musica insieme ad altre bande, di cui per ora non rivela.

“Come dice il maestro Zappa, il suono della banda è il più bello e il più allegro, lui è un grande motivatore, riesce a farci fare cose che, a prima vista, ci fanno dire: non ce la faremo mai. Purtroppo – conclude non abbiamo una sede coperta adatta ad ospitare i concerti, non possiamo esibirci in inverno e siamo sempre in balia del meteo; se piove, sono mesi di lavoro buttati mentre ci piacerebbe poter dare continuità al nostro palinsensto.

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