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Lindner: “Comuni in difficoltà per aumento della spesa corrente e diminuzione delle entrate”

Con questa intervista, l’assessore al Bilancio, Stefano Lindner, commenta la situazione finanziaria del Comune e motiva le scelte compiute dall’amministrazione Galli.

Nella seduta di venerdì, il Consiglio comunale ha approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Di cosa si tratta nel concreto?

Si tratta di un adempimento ricorrente e obbligatorio previsto dal TUEL e dal nostro Regolamento di Contabilità, che avviene due volte all’anno; la prima entro il 31 luglio, contestualmente all’assestamento generale di bilancio, e la seconda entro il 30 novembre. In quell’occasione il Consiglio prende atto del permanere – o del non permanere – degli equilibri di bilancio e adotta le deliberazioni conseguenti. Nel nostro caso si è trattato di un provvedimento che, contestualmente agli equilibri, ha approvato anche una variazione al Bilancio di previsione 2024-2026, grazie a un lavoro puntuale e meticoloso da parte di tutti gli uffici, con uno sguardo già rivolto appunto al prossimo triennio.

Stefano Lindner, assessore al Bilancio

I tagli di spesa decisi dal Governo colpiscono direttamente i Comuni. Quali sono gli effetti per Villasanta e come sarà il bilancio di previsione del 2025?

La legge di bilancio 2024 ha previsto per Villasanta tagli ai trasferimenti provenienti dallo Stato per circa 50.000 euro, la stessa cifra, migliaio di euro in più o in meno, sarà prevista per i prossimi anni. La legge di bilancio 2025, ancora in discussione in Parlamento, prevede – per ora – un accantonamento obbligatorio di una cifra che potrebbe ancora aggirarsi attorno ai 40-50mila euro (lo sapremo solo a valle dell’approvazione della Legge di Bilancio e delle tabelle di ripartizione), questo accantonamento incide necessariamente sulla spesa corrente – servizi, manutenzioni ordinarie, contributi – del prossimo anno e potrà essere speso per investimenti solo nel 2026. È un’ulteriore modalità per costringere i Comuni a generare avanzo di amministrazione – non voluto! – e tenere alta la liquidità della Tesoreria Unica, quel conto unico a livello di Stato sul quale confluiscono tutte le risorse degli Enti Locali.

Perché avete deciso di innalzare l’addizionale comunale Irpef al tetto massimo dello 0,8% e di quanto sarà l’aggravio medio per i cittadini villasantesi?

Come spiegato già in Commissione Bilancio e in Consiglio, ci siamo trovati di fronte a uno scenario che per gli anni 2025 e 2026 prevede alcuni aumenti di spesa corrente senza che la politica abbia alcun potere decisionale in merito, parlo ad esempio dell’aumento dei costi di raccolta e smaltimento rifiuti per 145.000 euro/anno, dell’accantonamento obbligatorio per il rinnovo del contratto del Pubblico Impiego (50.000 euro nel 2025 e 150.000 euro nel 2026) o ancora del rinnovo di alcuni servizi oggi erogati da personale esterno (tipicamente cooperative) che andranno a gara nel corso del 2025 e sui quali già sappiamo che dovremo spendere di più, se vorremo mantenere lo stesso livello di servizi: stiamo parlando di una cifra tra i 150 e i 200mila euro nel 2025 e nel 2026. A queste maggiori spese si sono aggiunte anche delle minori entrate, ad esempio quelle per i canoni delle antenne installate sul territorio comunale (patrimonio indisponibile) perché lo Stato ha stabilito un canone fisso di 800 euro per tutti, privando di fatto il Comune di circa 30.000 euro di entrate. Sommando quindi tutte le necessità di spesa per gli anni futuri ci siamo resi conto che le attuali entrate correnti non erano assolutamente in grado di coprire questo fabbisogno ed è stato quindi necessario prevedere di adottare l’aliquota unica dello 0,8% dell’addizionale IRPEF che, nei fatti, è una delle poche leve a disposizione delle amministrazioni comunali. È un aumento che, seppur contenuto in valori assoluti perché vale indicativamente tra i 10 e i 60 euro a contribuente, a seconda del reddito percepito, non applichiamo a cuor leggero, e per questo ci siamo anche dati l’obiettivo di procedere con una revisione puntuale, insieme agli uffici, dei vari capitoli di entrata e spesa nel corso dei primi mesi del 2025 per valutare se, e dove, possono esserci piccoli margini di inefficienza da affrontare. Parlo di piccoli margini perché il Comune di Villasanta tradizionalmente non ha mai avuto spese “anomale”, basti pensare che le spese di rappresentanza sono solo di qualche centinaio di euro all’anno.

Su quali risorse può contare l’amministrazione per la realizzazione dei primi punti del programma elettorale?

Dal punto di vista della spesa corrente, come si può bene comprendere, la situazione non è certo rosea e valuteremo quindi nel corso dell’anno quali margini vi saranno all’interno del bilancio. Per quel che riguarda invece gli investimenti, il Comune può tipicamente affidarsi a queste fonti di finanziamento: alienazioni, trasferimenti da Stato/Regione/altri Enti, mutui. Il Comune di Villasanta non è in possesso di grandi proprietà da potere vendere, sul fronte trasferimenti occorrerà monitorare con attenzione l’eventuale uscita di bandi, oltre ai trasferimenti che magari avvengono attraverso altri provvedimenti legislativi, mentre per i mutui non è tanto la possibilità di accendere mutui che manca al Comune quanto quella di sostenere le rate attraverso la spesa corrente. È sempre quello il problema, di fatto, perché accendere un mutuo per un’opera significa poi ripagare quest’opera nel corso dei successivi 15-20-25 anni, con rate che andranno a pesare sulla parte corrente.

L’altra fonte di finanziamento degli investimenti è poi l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, se presente; va però ricordato che in primo luogo l’avanzo di amministrazione non è una risorsa “certa” e quindi non può essere utilizzato in fase di bilancio di previsione a copertura di questa o quell’altra opera, in secondo luogo prima di potere utilizzare l’avanzo – tecnicamente si direbbe “applicare l’avanzo” – occorre verificare che non siano presenti potenziali situazioni critiche o di squilibrio, ed è quindi  necessario monitorare attentamente l’andamento delle entrate e della spesa prima di proporre questa modalità come forma di finanziamento.

Noi però restiamo ottimisti e crediamo che, anche adottando soluzioni “fuori dagli schemi” – che non significa, naturalmente, fuori legge! – si possa riuscire a realizzare il nostro programma nonostante la situazione esterna non sia delle migliori, per usare un eufemismo.