personaggio

Pierangelo, la poesia del Bene

La notizia circolava da giorni. Pierangelo Maggioni era entrato in cure palliative, rinunciando all’hospice preferendo la casa di famiglia dove la sorella Anna lo accudiva al meglio.

Fino a che il cuore ha esaurito le energie residue  e la fatica l’ha sopraffatto.

Pierangelo Maggioni con la sorella Anna

Con Pierangelo Maggioni, Villasanta perde uno dei massimi esponenti del volontariato cattolico, grande patrimonio che prende origine dalla dottrina sociale della Chiesa e vede in Paolo Bonfanti l’iniziatore  quando, negli anni Trenta, da autodidatta, organizza corsi di alfabetizzazione per adulti fino a divenire una sorta di consulente universale, completamente gratuito.

Nella seconda parte del secolo scorso assume risalto sempre maggiore l’esigenza di una rete solidaristica che faccia sintesi fra risorse disponibili e famiglie in difficoltà. La figura, giovanissima, di Pierangelo Maggioni affiora già alla fine degli anni Cinquanta.

Quinto dei 7 figli di Giacomo e Maria Montrasio, Pierangelo offre una interpretazione straordinariamente pauperistica del proprio volontariato. Soprattutto riuscirà a sostenere questa visione nel corso dell’intera esistenza.

Le tappe significative di un lavoro silenzioso e quotidiano prendono il via dall’oratorio maschile, si sviluppano al seguito del fratello Ernesto nella parentesi dedicata all’Operazione Mato Grosso; fanno parte integrante della Conferenza di San Vincenzo de Paoli per toccare la fondazione della Cooperativa La Speranza a cui farà seguito la leggendaria stagione dei piccoli traslochi e degli svuotamenti di abitazioni con turni di lavoro che iniziavano dopo 8 ore nelle officine delle Sorelle Cremona e terminavano a tarda sera nel box di via Manzoni,  dove avveniva l’immediato interscambio fra arrivo e partenza di mobili, suppellettili e quant’altro potesse rendersi utile a chi ne attendeva la disponibilità.

Accanto a questo festival del bene, non diminuiva l’impegno cislino di consulenza fiscale-pensionistica che Pierangelo ha sempre messo a disposizione di tutti.

È la stringata sintesi di un percorso di vita lungo circa settant’anni. Una fantastica performance in cui si racchiude la poesia del bene di questo nostro impareggiabile fratello.

Nel corso di questo interminabile arco di tempo, attorno a Pierangelo Maggioni è germogliata una fama  unanime che in queste ore appare anche più variopinta del previsto. Stamani, ad esempio, sono giunte le condoglianze del Movimento Protestanti Evangelici di Villasanta di cui temo pochi di noi conoscano l’esistenza ma che da anni avevano trovato posto sotto l’ombrello protettivo di Pierangelo.

Per sé non rimaneva nulla. Non un matrimonio, non una casa se non quella avita, non un’auto e nemmeno la patente di guida. Non un conto in banca nè una carriera di lavoro, uno sfizio che non fosse una settimana in montagna d’estate, magari buona per un ritiro spirituale. Sì, certo, la bicicletta che gli serviva per fare Villasanta-Monza via Dante, uffici  della Cisl ma mi informano che anche quella l’avesse regalata a qualcuno giorni fa.

Ecco squadernato il testamento olografo di Pierangelo. Non ci sono spazi per mezze misure, né per infingimenti. La via è quella e l’esempio ineguagliabile.

Pierangelo se n’è andato in silenzio portandosi via anche l’ultima sofferenza. Non lascia figli, abbiamo detto ma, soprattutto davanti agli scenari che ci si stanno parando davanti, c’è da sperare che almeno una mezza dozzina di suoi eredi siano già nati.

Addio Pierangelo. E buonissimo viaggio.

Al bel ritratto-ricordo di Pierangelo Maggioni scritto, come già tante volte in queste occasioni, da Franco Radaelli, Il Punto affianca alcune testimonianze di persone che hanno condiviso con lui tratti di vita e di impegno sociale, civile e politico.

Pinuccio Fumagalli, presidente San Vincenzo Villasanta

Quella di Pierangelo è stata una vita dedicata gratuitamente e silenziosamente agli altri, soprattutto ai più poveri. La fede l’ha portato a questa scelta, che è stata il suo modo di realizzare la sua fatica di vita.

Ha fatto tanto per tanti anni senza mai smettere; assunto in una ditta meccanica in paese, una volta raggiunto il numero minimo di contributi, ha lasciato il lavoro si è dedicato completamente al volontariato senza risparmiarsi e senza mai chiedere né riconoscimenti né compensi. Era una figura eccezionale di questi anni, attivo nella San Vincenzo, nel sindacato e anche nella politica locale, con un impegno iniziato nella Democrazia Cristiana e coerentemente arrivato fino al Partito Democratico. Parlava poco ma era saggio, quello che diceva era sempre meditato e aveva il suo peso. Si è circondato di silenzio, cosciente – grazie alla sua preparazione spirituale – che il suo modo di vivere la fede era il donarsi senza confini agli altri.

Maggiore di 9 nove anni, nella San Vincenzo sono stato il suo maestro ma l’allievo ha superato di molto il maestro e anch’io ho imparato da lui.

Non sono pochi quelli che l’hanno conosciuto e mi stanno dicendo, in queste ore: “Era un santo”, un santo nel senso dell’agire per gli altri. Al punto che è andato oltre l’attività nelle organizzazioni e si è fatto carico personalmente di aiutare un gruppo di famiglie, a cui ora mancherà. Anche il suo essere dignitoso ma semplice nel vestire, l’avere avuto solo la bicicletta facevano parte di una frugalità che doveva lasciare risorse per gli altri.

È stato un uomo autentico e un cristiano completo; ha centrato bene il suo messaggio evangelico: ha incontrato Gesù negli altri. Io credo che sia già in Paradiso.

Patrizia Bestetti, segretaria Partito Democratico circolo di Villasanta

Anch’io voglio ricordare Pierangelo, insieme a tutto il Circolo PD di Villasanta.
Pierangelo ha infatti scelto il PD fin da quando esso si è costituito e ha mantenuto tale appartenenza fino
a poche ore prima di salutarci. Ha voluto farlo rinnovando la sua tessera per il 2025, una tessera che ha
portato con sé per tanti anni, con le gioie e con il rammarico che contraddistinguono via via un percorso
politico.

Questa serietà nel conservare un impegno anche attraverso una tessera non è formale o per lo meno non
è stata formale per lui che per natura esprimeva una schiettezza consapevole e una convinzione in quei
valori anche laici che guidano le scelte solidali, eque, democratiche
, del nostro partito.

Molti di noi lo hanno conosciuto negli spazi di solidarietà dove Pierangelo abitava. E, per come l’ho
conosciuto, penso a lui come a un uomo buono, retto e aperto al mondo.
Un uomo che ha saputo ascoltare innumerevoli voci di disagio. Non si è limitato però ad ascoltarle: la sua risposta alle necessità è stata coerente, concreta, tempestiva. Insieme ai compagni di viaggio
dell’associazione San Vincenzo de’ Paoli, con la quale ha da sempre operato, ha incontrato la realtà di
moltissime persone che hanno trovato in lui e in loro donne e uomini affidabili, non giudicanti, pronti ad accogliere e a vedere gli altri.

Ma vedere gli altri come? Citando poche righe della preghiera di San Vincenzo: “Non passare accanto a
nessuno con il volto indifferente, con il cuore chiuso, con il passo affrettato …” ponendosi così. E questo
suo amore e interesse per il prossimo è stato assoluto e leale.
Anche il suo impegno politico è stato caratterizzato da semplicità, coerenza, modestia e rigore. Un
esempio per molti e per uno scenario politico che forse troppo spesso si caratterizza per apparenza e
meno per determinazione.

Insomma, Pierangelo, ti salutiamo orgogliosi di averti avuto con noi e ti ringraziamo per la tua costanza.

Scrivi un commento