Autore: Franco Radaelli

le mani sulla roccia

Assalto al Monte Bianco

Reduce dalla Cordigliera delle Ande, ricco di un’altra esperienza, decido di dedicarmi, per un certo periodo, esclusivamente ad ascensioni di tipo misto roccia e ghiaccio. Soltanto dopo sentirò di essere un alpinista veramente completo. Vorrei dedicarmi al Monte Bianco: conoscerlo più profondamente e finalmente raggiungerne la cima, meglio se per […]

le mani sulla roccia

Pico Villasanta metri 5950

Dalla cima del Nevado da poco conquistato, possiamo osservare tutto il gruppo. Verso Sud si snoda la interminabile spina che forma il gruppo dei Palomani, a Nord si notano confusamente delle cime che emergono da fiumane sconvolte di ghiaccio, e fra esse due bellissime punte, più in fondo, sempre seguendo […]

le mani sulla roccia

Nelle Ande Peruviane

Il mio più grande desiderio, come del resto per tutti gli alpinisti, era di partecipare a una spedizione extraeuropea. Ignorato completamente nella scelta degli uomini per il K2, ora si presentava l’occasione di partecipare alla seconda spedizione italiana al Karakorum e precisamente al Gasherbrum IV. Il grande sogno di un […]

le mani sulla roccia

La Cima d’Ambiez

A Cortina ho molti amici. Quando trovo la maniera di andarci lo faccio molto volentieri: questa volta siamo in sei e tutti sulla macchina di Franco Rossi. C’è Josve Aiazzi e ci sono Gaetano Maggioni, Renato  Gaudioso, Bruno Papini: tutti andiamo da Ettore Costantini, e saremo per qualche giorno suoi […]

le mani sulla roccia

Finisco di ripetere Cassin

L’anno 1950 lo inizio allenandomi in Grignetta; sento di essere molto migliorato nella tecnica e nello stile. Infatti sulle stesse vie salite in allenamento l’anno scorso, mi trovo molto più a mio agio, mi stanco meno e mi sembrano perfino facili. Però l’anno è cominciato sotto cattivi auspici, Emilio Villa, […]

le mani sulla roccia

La mia prima volta

Chi fu il mio primo compagno di cordata ? Non lo so. Sembra una cosa ridicola, eppure non lo so: di lui so soltan­to che si chiamava Luigi, e con lui scalai per la prima volta la via normale del Fungo sulla Grigna Meridionale. La faccenda era nata nell’estate del […]

le mani sulla roccia

Il diario di Andrea

Si spense nella notte fra il 15 e il 16 luglio 1961. A quattro giorni dai suoi trentun’anni. Svuotato di energie, inchiodato per sei interminabili giorni nella tempesta infinita del Colle dell’Innominata, oltre i quattromila metri sul Pilone centrale del monte Bianco. Portato via con altri tre alpinisti francesi incontrati […]

Lele Forever

Lele forever ha vent’anni

E’ mamma Patrizia che mi guida in questa visita alla Casa di Lele e Lory. Ci troviamo in una corte defilata della Triante di Monza che non nasconde le proprie origini contadine.  Anche se ha cambiato pelle e funzioni da quando, ormai sono otto anni, la Onlus Lele forever di […]

personaggio

Peppino Galli, l’ultimo dei feré

Il giorno dell’Angelo, l’anonima statistica del Covid 19 in zona rossa, porta via con sè un altro volto conosciuto, quello di Giuseppe Galli, imprenditore umile, l’ultimo dei feré delle presse.

il significato della memoria

La scatola dei sogni

Niente da fare. Avevamo appena terminato di cantare a gran voce il Tantum ergo e la Salve Regina; il Don Angelo ci aveva impartito la benedizione domenicale ma niente, il tasso di micro delinquenza oratoriana non accennava a flettere

il significato della memoria

Ul Cà Bianca

Abbiamo cercato, invano, di capire cosa ci faccia un articolo maschile davanti ad un vocabolo femminile. La versione più credibile, per quanto tutta da verificare, sta in una licenza dialettale, motivata dal voler differenziare questa Cà da quella omonima che si trova all’estremità opposta del paese, sul prolungamento di viale della Vittoria, quando siamo già ad Arcore.